La rivolta dei grillini contro Conte e Di Maio si allarga in tutta Italia. Saltano iscrizioni e liste ufficiali

mercoledì 15 Settembre 11:59 - di Lucio Meo

Da Napoli in tutta Italia, la protesta contro il M5S targato Conte si allarga. “C’è una rivolta dei consiglieri comunali e regionali e degli attivisti che si stanno disiscrivendo dal Movimento e che presenteranno liste autonome alle amministrative”, annuncia Matteo Brambilla, storico attivista del M5S napoletano, attuale capogruppo del Movimento in Consiglio comunale di Napoli e candidato sindaco con la lista “Napoli in Movimento – No alleanze” formata dalla “fronda” che non ha accettato il progetto di alleanza con il Partito democratico e i partiti del centrosinistra.

Da Napoli la rivolta contro Conte si allarga

Brambilla, che oggi ha presentato la lista in conferenza stampa, fa sapere che “dagli Stati generali in poi ci hanno contattato da tutta Italia e in tutta Italia c’è una rivolta dei portavoce comunali, degli attivisti, che si stanno disiscrivendo e che ci chiedono di poter utilizzare il nostro simbolo ‘Napoli in Movimento – No Alleanze’ perché l’idea piace. Abbiamo creato un precedente e, se questa cosa andrà in porto al Comune di Napoli, si replicherà in moltissime zone d’Italia dove non aspettano altro che avere una linea comune”.

Brambilla specifica che “questo non significa creare un nuovo movimento nazionale, significa che i territori devono organizzare ognuno per la propria storia personale, però riferendosi a dei principi. Se esiste ancora la democrazia dal basso e la democrazia partecipata, si troverà lo strumento perché queste persone possano riaggregarsi in un progetto comune. Poi il nome non interessa, è importante questa rivolta che sta avvenendo in tutta Italia, nelle province di Milano, di Bologna, in Sicilia, in Puglia e nel Lazio”.

Nel mirino c’è anche Di Maio

“Io non sono all’interno del Movimento 5 Stelle avendo fatto una scelta chiara: io non aderirò al Movimento 2050, ai neo statisti di Conte, alla nuova Dc-Udeur di Conte. Politicamente non mi interessa”, aggiunge Matteo Brambilla. Il suo giudizio sul “nuovo” Movimento “2050” è netto: “Quando vai a votare un Governo Draghi che è contro tutta la politica che tu hai sostenuto per 15 anni mi stai insultando, come elettore e come portavoce. Non posso quindi aderire a un progetto che prevede una liberalizzazione spinta, un europeismo spinto. Quando sento Di Maio dire ‘noi siamo i neo liberisti, noi siamo i neo europeisti’, io rabbrividisco. Erano le parole esattamente contrarie a quelle che per 15 anni qualcuno ci ha fatto andare in piazza a sostenere. Non aderiremo a questa cosa e non è uno strappo, perché noi siamo coerenti a dei principi e dei valori”. La rivolta è contro Conte, ma non solo.

“Un amministratore non deve occupare i posti. E’ finita l’epoca degli amici di Pomigliano”, insiste Brambilla, facendo riferimento a Di Maio. “L’ho detto agli Stati generali: fate un passo indietro, disintossicatevi, dopo due mandati tornate a fare il vostro lavoro. Ma magari – conclude – qualcuno il lavoro non ce l’aveva”.

 

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