“La Bestia o bestiaccia è durata troppo”: la Fornero si vendica in tv: “Salvini è uno sconfitto” (video)

mercoledì 29 Settembre 10:49 - di Alberto Consoli
Fornero Salvini

Elsa Fornero è l’emblema delle “vendette” contro Salvini che la tv schierata mette insieme per allestire un plotone d’esecuzione  contro Matteo Salvini. Mentre gli sviluppi dell’indagine sul caso Morisi avanzano mettendo in luce ciò che non tornerebbe nelle ricostruzioni, la narrazione ufficiale  va avanti. La7 da giorni utilizza il caso Morisi per demolire il leader della Lega. Floris con il suo “Di martedì” ha messo insieme ospiti con un tasso di livore elevato covato negli anni e pronto ad esplodere alla prima, ghiotta, occasione. C’era l’ex ministra del Lavoro, poi Francesca Donato, ex leghista fuoriuscita, col dente avvvelenato. C’era l’immancabile direttore dell’Espresso, Marco Damilano. Con il solo Senaldi, direttore di Libero,  a fronteggiare l’onda accusatoria.

Su La 7 c’è un “plotone d’esecuzione” contro Salvini

In trasmissione la Fornero decreta la “morte” politica di Salvini. Aveva iniziato una mezz’ora prima ad “Otto e mezzo” uno scatenato Antonio Padellaro, solitamente più sobrio nei toni. “La Bestia va chiusa”, aveva strillato. “Invece di frignare, chiudila”, dice suggerendo a Salvini di “interrogarsi”. Ad arricchire il parterre della Gruber anche Ilaria Cucchi, anche lei poretatrice di una buona dose di astio contro il segretario leghista.  Insomma, tutti gli ospiti della serata la 7 sono schierati. A Padellato fa eco la Fornero definendo la Bestia “bestiaccia”. Una vicenda strettamente personale (e da valutare nei suoi sviluppi)  diventa in un nanosecondo il pretesto per condannare il leader della Lega, di cui la macchina social era espressione. Morte politica, morte mediatica. L’ex ministra del Welfare per anni è stata uno dei bersagli della campagna mediatica di Salvini per via della riforma sulle pensioni. Floris manda in onda il video del  sopralluogo del segretario leghista davanti a casa Fornero. Dunque, la parola a nostra signora delle lacrime.

Fornero, la vendetta su Salvini

“La mia vicenda personale mi ha insegnato a non provare risentimento. Forse provo anche pena per la vicenda di Salvini. Il punto è che quella macchina, Bestia o Bestiaccia, è durata troppo a lungo: era una macchina per creare odio“. Ancora: “Uno che è stato leader per tanti anni. Mi sembra una persona sconfitta che reagisce in una maniera che neanche lui sa giudicare”. Una persona finita, dice. Rincara la dose Francesca Donato. L’ ex leghista ci va  pesante: “Tutta questa situazione dovrebbe insegnare che certi toni di odio e smisurati rispetto alle giuste battaglie dovrebbero essere abbandonati. Morisi non era l’autore dei contenuti, era solo il responsabile del sistema di comunicazione”. La prova provata dell’uso di Morisi per addondare il segretario del partito che l’ha cacciata. Il sapore della vendetta.

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