Il rilancio dell’Italia al Salone del Risparmio. Pedrizzi: “La sfida è rimettere in circolo la liquidità”

giovedì 16 Settembre 9:28 - di Marta Lima

Ha preso il via ieri mattina a MiCo di Milano l’undicesima edizione del Salone del Risparmio, che vuole essere – ha detto il presidente di Assogestioni Tommaso Corcors – “un nuovo ciclo per la nostra industria e per il nostro Paese”.

Per il presidente l’industria del risparmio gestito ha un ruolo “di ponte tra risparmio privato ed economia reale”. Sottolineando che “nuove asset class sono entrate nel radar degli investitori e in particolare registriamo un crescente interesse verso i private markets”, Corcos ha esortato gli operatori del settore a “essere protagonisti del rilancio del nostro Paese”.

Le risorse in arrivo il tema del Salone del Risparmio

“Nei prossimi mesi dovremo decidere come allocare un’ingente quantità di risorse proveniente dal Next Generation Eu e dalla liquidità che è stata parcheggiata sui conti correnti delle famiglie italiane. Abbiamo la responsabilità di utilizzare questo potenziale per trasformare il nostro modello di crescita rendendolo sostenibile, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista sociale”, ha concluso il presidente di Assogestioni, rivolto a una platea di 5.300 persone, 2.700 dei quali collegati in streaming.

Il fatto che questa rassegna torni a tenersi in presenza è un’ulteriore conferma del percorso di ritorno alla normalità e di graduale ripresa non solo economica”, ha osservato il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, sottolineando come “il Salone del Risparmio sia un momento importante non solo per l’industria del risparmio gestito ma per tutti i partecipanti del mercato finanziario: fondamentale il ruolo di ponte tra finanza e risparmio, crescita, innovazione e creazione di mondi sostenibili, inclusivi e prosperi”.

Pedrizzi: “In ballo 1800 miliardi di liquidità degli italiani da investire”

“La vera sfida dell’economia italiana sarà quella di rimettere in circolo la liquidità dei risparmiatori italiani, tradizionalmente prudenti e in più spaventati dall’emergenza Covid. La raccolta del risparmio si è notevolmente incrementata negli ultimi mesi, come confermano i dati relativi a luglio diffusi da tre delle società del settore. Smobilizzare i quasi 1.800 miliardi che giacciono improduttivi nei depositi delle famiglie e delle imprese italiane indubbiamente è impresa molto difficile. Eppure questa massa di denaro che costituisce un cuscinetto di liquidità per famiglie e imprese serve necessariamente per far ripartire l’economia, che è ferma per consumi mancati, investimenti ridotti e costi per banche e clienti eccessivi”,  dichiara Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato e Presidente Nazionale del Comitato Scientifico dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti).

La fiducia da ritrovare nel futuro dell’economia

Ritrovare la fiducia degli italiani e migliorare la propensione agli investimenti, secondo Pedrizzi, è l’obiettivo che la classe dirigente italiana deve porsi, in questa fase di uscita dalla pandemia. “In questa fase di mercato è difficile convincere però le famiglie italiane, molto prudenti a investire i miliardi che giacciono improduttivi sui conti correnti ed il cui potere di acquisto si assottiglia sempre più, per spese, costi, imposte e inflazione. Per questo anche il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo annuale discorso aveva sottolineato la necessità di mettere a reddito questa gran massa di risparmio delle famiglie, anche solo prevedendo una remunerazione maggiore di un punto. Questa modesta percentuale porterebbe 30 miliardi di euro da investire in più, quasi il 2% del PIL nazionale, non ritenendo Savona sufficiente il Recovery Fund per contribuire alla rinascita del Paese. Sarebbe utile perciò che  il Governo Draghi decidesse di incentivare in qualche modo anche fiscalmente l’impiego del risparmio degli italiani. Bisognerà però innanzitutto riconquistare la fiducia delle famiglie italiane diventate ancora più prudenti ma anche delle imprese, come sollecitato recentemente dal presidente dell’Abi, Patuelli con misure ad hoc per favorirne la capitalizzazione”.

“Solo così – conclude il Presidente del Comitato scientifico dell’Ucid, Pedrizzi – si arriva a quella ripresa che non può partire che attivando quel circolo virtuoso di cui si parlava: il lavoro crea risparmio, il risparmio si trasforma in credito e questo in investimenti nell’economia reale”.

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