Il prof sotto scorta accusa la gauche complice dell’Islam violento. Ha dovuto lasciare l’insegnamento

giovedì 16 Settembre 18:56 - di Francesco Severini
prof sotto scorta

Lui si chiama Didier Lemaire, professore sotto scorta per aver denunciato l’islamizzazione della sua città, Trappes. Dopo il caso Paty, barbaramente assassinato, in Francia esplode il caso di questo professore di filosofia che ha lanciato sul Nouvel Observateur un appello alla resistenza contro la crescente minaccia del radicalismo nelle scuole.

Il prof sotto scorta, Didier Lemaire, accusa la sinistra compiacente

Didier Lemaire è stato minacciato, è sotto scorta del ministero degli Interni, ha dovuto lasciare l’insegnamento e la sua casa. Vive in una località protetta e dichiara di sentirsi tradito dalla sinistra. Una gauche che non muove un dito contro “l’oscurantismo islamista”.

“La sinistra, in generale – ha dichiarato Lemaire – ha abbandonato i princìpi repubblicani. E una parte della sinistra rasenta l’antisemitismo, con un ‘ antirazzismo’ razzista. Predica un’ideologia delle identità. Per questa sinistra, oggi i francesi dovrebbero fare atto di pentimento per i crimini del passato. E’ una nuova versione del peccato originale: siete colpevoli non dei vostri atti, ma di essere nati ‘ bianchi’ o di essere i discendenti dei vostri antenati”.

Da poco è uscito il suo libro “Lettere di un ussaro”

Nel suo libro da poco uscito, “Lettre d’un hussard de la République” (Robert Laffont),  si definisce – ha scritto oggi Il Foglio – “un ussaro, un soldato della laicità che si batte contro la pressione islamista che in certi quartieri, e in certe scuole, si fa sempre più asfissiante, ma anche contro l’apatia di una sinistra francese che flirta con l’islam politico per clientelismo elettorale, voltando le spalle ai suoi valori storici”.

“Vent’ anni fa – scrive Lamaire  – sono arrivato a Trappes. Nelle mie classi, insegno agli studenti a dubitare e a sviluppare il loro spirito critico. Imparando i concetti filosofici, esaminano le loro opinioni, si emancipano, scoprono il dialogo e il piacere di pensare. Questa esperienza di libertà esige fiducia e pazienza. Quando la città è diventata uno dei primi incubatori jihadisti d’Europa, mi sono chiesto se potevo ancora insegnare come avevo sempre fatto”.

“La sinistra sta sprofondando nel totalitarismo”

Poi il suo j’accuse alla sinistra. “La nostra democrazia si fonda su uno stato che riconosce una sola comunità, la comunità nazionale, individui uguali di cui garantisce le libertà. Ma in nome di una concezione tribale dell’uomo – secondo cui gli individui svaniscono dinanzi alla loro appartenenza a una presunta ‘comunità’, musulmana, nera, omosessuale, lesbica, transgender o altro – la sinistra sta sprofondando nel totalitarismo“.

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