Grillo arma le “tre vestali” (Di Maio, Fico e Raggi) per fare la guerra a Conte. Il nuovo retroscena

venerdì 17 Settembre 12:16 - di Angelica Orlandi
Grillo Conte

E’ iniziata la guerra di Grillo a Conte, titola Dagospia. Altro che comitato di garanzia quello eletto nella consultazione on line. Era tanto attesa nel Movimento ed è finita nel modo più scontato con l’elezione di Virginia Raggi, Luigi Di Maio e Roberto Fico come membri del comitato arbitro dei dissidi interni.  Dovrebbe aprire la nuova fase contiana del Movimento 5S delineando subito degli equilibri più chiari,  un vero arbitro nelle contese. Ma dalla presenza dei tre “pretoriani” del vero capo del partito, Beppe Grillo, si evince che ogni mossa di Conte sarà “sub iudiuce”.

Le “vestali di Grillo” per accerchiare Conte

Le “tre vestali” di Grillo, come le definisce il sito di D’Agostino garantiranno soprattutto una cosa fondamentale: che il capo (“Grillomao”) abbia comunque il potere assoluto decisionale. Anche quello (molto probabile) di sfiduciare Giuseppe Conte, all’occorrenza. Questo comitato di garanzia, in effetti, lo ha voluto il comico genovese, che questa estate ha trovato un modo per chiudere la partita con Conte che stava per finire a stracci. E come lo ha voluto, se ne servirà per controllare (o sfiduciare, nel caso) Giuseppi.

Retroscena: “Inizia la guerra di Grillo a Conte”

L’ex premier ha subito esultato, ufficilmente, dopo la votazione dei “tre moschettieri”; ma sa benissimo che in realtà lo scacchiere interno è variegato e pronto a essere ribaltato da un momento all’altro. “C’è grande curiosità per le prossime mosse dei dissidenti, una ventina”, scrive in un retroscena il Giornale.it: “a stretto giro prepareranno la fuga dal nuovo Movimento 5 Stelle o resteranno con la coda tra le gambe? Sicuramente aspetteranno l’esito delle elezioni Amministrative di ottobre, un appuntamento che lascia presagire un flop grillino. Senza dimenticare che a breve potrebbe essere rivisto il reddito di cittadinanza. Modifiche eccessive e altri rospi da ingoiare nel governo potrebbero far sbroccare gli ultimi malpancisti rimasti tra le fila pentastellate”, scrive il quotidiano.

I grillini in rivolta: La campagna elettorale di Conte serve solo a lui

Mentre tutti gongolano ufficialmente, sono tante le lamentele nei gruppi parlamentari. Moltri grillini non stanno affatto apprezzando il giro dell’ex premier attraverso l’Italia. Un tour che non servirebbe al successo delle amministrative che si preannunciano un flop; “ma serve più alla costruzione di una leadership carismatica” personale.  E di fatto, senza il fidato Casalino, Conte non ha una squadra di fedelissimi accertati. Tutti lo aspettano al varco. C’è caos all’interno del suo staff. «Lo hanno commissariato i gruppi di Camera e Senato, ora non ha una squadra stabile, ma di volta in volta gli stanno mandando persone da Roma che lavorano in Parlamento». Se Conte si dichiarava stanco prima, cosa dirà nelle prossime settimane e dopo il voto?

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