Grillo mortifica Conte: da Fico alla Raggi, ecco i fedelissimi in lizza come garanti per “controllarlo”

martedì 14 Settembre 20:43 - di Chiara Volpi
M5S Grillo Conte

Sei grillini «disponibili». «Orgogliosi». «Onorati»: i soliti noti. E una marea parlamentari pentastellati furibondi e sul piede di guerra. Con Conte, stanco e silente, che in giro per piazze sempre più deserte, incassa l’ultimo siluro sganciato da Beppe Grillo. Potrebbe riassumersi anche semplicemente così la rissa che infiamma le chat dei movimentisti, alla notizia della rosa dei sei nomi tra i quali verranno eletti dagli iscritti i tre componenti del Comitato di Garanzia del Movimento. In poche parole si tratta della squadra chiamata ad accerchiare e controllare, per conto del Garante M5S, l’operato del neo leader. Gli inviati all’Avana di Grillo. I numi tutelari dell’ortodossia movimentista, chiamati chiaramente ad arginare Conte e contiani.

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Insomma, «i soliti noti» replica qualcun altro. Ma stavolta non è neppure solo quello il problema. E così, sulle candidature al comitato dei garanti decise da Beppe Grillo – tutti nomi “di peso”: da Luigi Di Maio a Roberto Fico. Passando per Virginia Raggi e Carla Ruocco e fino ad Andrea Liberati – si agita una guerra tra bande. E, soprattutto, si infiammano gli animi dei parlamentari grillini eletti per la prima volta in questa legislatura. Da sempre sul piede di guerra sulla regola dei due mandati. Il diktat voluto da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio con la scusa di voler evitare – almeno sulla carta – la contaminazione dei “palazzi”. E preservare l’anima del Movimento: quella in realtà che molti considerano irrimediabilmente perduta già da parecchio… Una regola aurea del M5S della prima ora, quello del “vaffa day”. Del Grillo urlante e sparolacciante nelle piazze. E sulla quale, come anticipato poco sopra, prima o poi dovrà pronunciarsi il neo capo politico: Giuseppe Conte.

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E così, nei conciliaboli dei parlamentari al primo mandato. Come in alcune chat “ristrette”, visionate dall’Adnkronos, rimbalza l’accusa del «conflitto di interessi». Perché, guarda caso, tutti i nomi avanzati da Grillo, i due mandati li hanno già alle spalle. E quando Conte dovrà sciogliere il nodo della deroga al vincolo del doppio mandato i garanti saranno chiamati a pronunciarsi: «E allora te li voglio proprio vedere…», sogghigna lamentandosi significativamente un eletto… L’unica per cui la regola targata Grillo e Casaleggio è già saltata – con tanto di voto sulla “vecchia” piattaforma Rousseau – è Virginia Raggi. Perché, con una votazione datata l’estate dello scorso anno, il vincolo venne abolito per i consiglieri comunali grillini. Sindaca di Roma compresa…

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Dunque, il comitato di garanzia, che verrà votato dalla base il 16 settembre (venerdì prossimo, ndr) di norma approva i regolamenti predisposti dal capo politico. Dando un parere che, se di segno negativo, porta dritto al voto della base. La regola dei due mandati è contenuta nel codice etico del M5S. «Ma è chiaro che, se Conte dovesse decidere di cambiarla, dovrà fare un passaggio con il comitato», spiega all’Adnkronos uno degli attuali garanti. Anche se «una decisione di tale portata dovrà essere necessariamente validata anche da un voto degli iscritti». O almeno, questa è la convinzione a cui si aggrappano delusi. Preoccupati. E furibondi del M5S. Che adesso, oltre a lamentare disparità nella libertà di movimento, e minore visibilità rispetto ai parlamentare della “vecchia guardia”, annunciano battaglia sulla regola dei due mandati. E senza esclusione di colpi. Intanto, però, l’ultimo proiettile l’ha sparato Grillo. E Conte incassa...

 

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