Fabrizio Bianchini, le ceneri tornano finalmente in Italia dal Messico. Il 7 settembre l’ultimo saluto a Viterbo

giovedì 2 Settembre 16:08 - di Gloria Sabatini

Non ce l’ha fatta il cuore grande di Fabrizio Bianchini. Bizio per gli amici  è morto il 24 agosto in Messico, dove si era trasferito da qualche mese. Inseguendo la sua voglia di viaggiare, l’istinto di avventura e l’amore per le sfide. Finalmente, dopo un calvario burocratico, il ritorno a casa nella sua Viterbo sabato 4 settembre.

Fabrizio Bianchini: il calvario del covid in Messico

Trentanove anni, viterbese, energia da vendere, Fabrizio Bianchini era stato contagiato dal covid. Dopo oltre un mese di ricovero e terapia intensiva nell’ospedale di Playa del Carmen una brutta infezione se lo è portato via. Proprio nell’attesa di una tracheotomia che gli permettesse di togliere quei maledetti tubi e allentare la sedazione.

La speranza della tracheotomia, poi la morte

Settimane infinite, tra alti e bassi, speranze e delusioni. Un’altalena testimoniata dalla pagina Facebook del fratello Paolo Bianchini. Che il 5 agosto è volato in Messico con  il papà Remo per seguire da vicino l’evoluzione della malattia. E fare il tifo per il fratello, capa tosta almeno quando lui. La mamma Franca, invece, era rimasta a Viterbo a gestire lo storico ristorante di famiglia, l’Osteria del Vecchio orologio.

L’impegno del fratello Paolo fino all’ultimo

Dal Messico Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia (Movimento imprese e ospitalità), non ha mollato mai.  Come nella battaglia a tutela dei ristoratori strangolati dalla pandemia e dal governo, così nella crociata per strappare Bizio al peggio. Andava meglio, aveva scritto Paolo qualche giorno prima. Sperava in un intervento di tracheotomia. Poi l’arrivo dell’uragano  Grave aveva rallentato tutto. Con le sale operatorie dell’ospedale di Playa del Carmen impegnate nell’emergenza. Un’autentica epopea. Domenica 22 agosto, dal profilo di Paolo si legge tanta rabbia. “Qui in ospedale non si vede nessuno ma domani sentiranno le grida di un viterbese incazzato”. Purtroppo non c’è stato il tempo.

Spirito libero, tifosissimo della Lazio

Bizio era uno spirito libero, difficile da contenere. Conosciuto e amatissimo nella sua Viterbo, che però gli stava stretta. Sempre in  giro per il mondo, un vulcano di iniziative e idi dee. Aveva lavorato a lungo a Barcellona dove gestiva un ristorante. Da maggio si era trasferito definitivamente in Messico. Se ne era innamorato: per lui parlano le istantanee che lo ritraggono spensierato e sorridente. Fabrizio era tifosissimo della Lazio. Tanto che l’Olimpico e i tifosi biancoazzurri gli hanno reso  omaggio sabato scorso prima della partita con lo Spezia. “Cittadino del mondo. Radici biancazzurre. Buon viaggio Bizio“: gli striscioni apparsi in tribuna Tevere, tra gli applausi dello stadio.

La vicinanza della comunità di Mio Italia

E’ stato Paolo Bianchin a dare l’annuncio della morte. E a ringraziare i tantissimi che dall’Italia non hanno smesso di pregare e stare vicino alla famiglia A partire dalla comunità di Mio Italia, l’associazione di imprenditori fondata da Paolo in pieno lockdown, diventati  fratelli. Il giro dei luoghi più cari a Fabrizio a Tulum, la sua caffetteria, il ristorante che gestiva,  la casa e la sua spiaggia. Poi il calvario burocratico per riportarlo a  Viterbo. “Non vedo l’ora di tornare in Italia – dice Paolo – per raccontare con l’aiuto della stampa l’odissea di mafia e malasanità che abbiamo vissuto. L’ospedale ci ha chiesto 480mila pesos, oltre 20mila euro, per riavere il corpo”.

Il ritorno a casa della salma il 4 settembre

Finalmente Fabrizio tornerà a casa, nella sua Viterbo, sabato 4 settembre. In sua memoria la famiglia ha avviato  una raccolta di fondi per l’acquisto di macchinari da donare all’ospedale di Belcolle a Viterbo. Un ecografo portatile wireless e una sonda per elettrocardiogramma endocavitario. In  pochissimi giorni sono stati già raccolti oltre 9.000 euro. “Il budget per il primo kit completo – racconta soddisfatto Paolo – è stato abbondantemente superato.  Ora puntiamo a donarne un secondo”.

I funerali a Viterbo al Campo di Villanova

Il 7 settembre dalle ore 10 alla Parrocchia di Villanova di Viterbo verranno esposte le ceneri di Fabrizio E la famiglia darà inizio alla Veglia di Preghiera. Poi  alle ore 16, al Campo di  Villanova, si terrà l’ultimo saluto. In caso di pioggia, i funerali si celebreranno alla Basilica della Quercia. “Volevi essere cittadino del mondo. Ora compreso il cielo è tutto tuo, fratello mio”.

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