Draghi si infastidisce per le liti nel governo, gli altolà nelle riunioni “riservate”. Il retroscena

giovedì 30 Settembre 12:07 - di Adriana De Conto
Draghi

Bastava guardare l’espressione di Mario Draghi quando i cronisti gli chiedevano del Quirinale per capire quanto fosse seccato e quanto i retroscena che lo riguardano siano una quisquilia in questo momento per lui. Il premier è infastidito per ben altri motivi. Un retroscena del Corriere della Sera rileva come siano le tensioni tra i litigiosi partiti del governo che lo sorregge a seccarlo.

Draghi “non regge più” le liti nel governo

Draghi ha chiesto ai suoi ministri nelle riunioni riservate «abnegazione, capacità di esecuzione e nessuna fibrillazione». Lui si tiene alla larga e neutrale sulle fibrillazioni della Lega e le diatribe quotidiane tra i partiti  della maggioranza: “nemmeno nelle riunioni riservate il presidente azzarda commenti o previsioni”.  E pretende che i partiti della maggioranza facciano altrettanto. Il premier sembra non reggerle più tali tensioni. “Per la prima volta da quando è a Palazzo Chigi, avverte il rischio che gli scontri nei partiti e tra i partiti possano riverberarsi sul governo; provocando «scossoni» deleteri per il timing delle riforme”, leggiamo nel retroscena sul Corriere oggi in edicola.

Draghi, gli altolà ai partiti della maggioranza

Il fastidio con cui Draghi ha accolto la domanda sul Quirinale («non sono la persona giusta a cui farla») è indicativa. Non vuole minimamente contribuire “al grande gioco” in cui sono impegnati i partiti con i loro tatticismi.  Intenzione del premier è evitare qualunque correlazione tra l’azione di governo e le vicende interne che agitano la sua maggioranza. Fa notare il Corriere che solo per un attimo la sua “neutralità2 ha avuto un cedimento: quando ha  parlando di Roma tra Giubileo e candidatura all’Expo 2030. Lì  Draghi cittadino ha auspicato che negli anni la «condizione economica, umana e sociale» della Capitale possa migliorare. Non proprio una “carezza” a Virginia Raggi.

 

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