Discoteche, Cecchetto ironico: facciamole sui bus. Dj Aniceto: ho il green pass tatuato sul cuore

mercoledì 22 Settembre 13:50 - di Redazione
discoteche

Il governo a fine mese farà il punto sulle misure relative al green pass. E se i dati lo consentiranno è intenzione di Palazzo Chigi  procedere a un ampliamento delle capienze per teatri e cinema, così come per la riapertura delle discoteche.

Il commento ironico di Claudio Cecchetto

E’ ironico il commento di Claudio Cecchetto: “Potevamo già riaprirle sui mezzi pubblici, se non è considerato pericoloso l’autobus strapieno, allora avremmo potuto ripartire anche prima”. “Va bene riaprire con delle regole – continua Cecchetto – ma vista la situazione dei trasporti, per alzare le saracinesche anche prima gli imprenditori avrebbero potuto comprarsi degli autobus e fare lì le sale da ballo, dato che nei mezzi pubblici il sovraffollamento  è stato sempre accettabile”.

Dj Aniceto entusiasta del green pass

Entusiasta del green pass come misura che consentirà di tornare a ballare in pista è invece Dj Aniceto. “Credo nel green pass, tanto che me lo sono tatuato sul cuore come simbolo della riapertura ritrovata e lo dedico a Mario Draghi che sta facendo un ottimo lavoro”.

“Dobbiamo riaprire al più presto le discoteche, le più bastonate assieme al settore degli spettacoli dal vivo”, dice ancora Aniceto, definendo i no vax “criminali ignoranti” e aggiungendo che a suo parere, oltre al certificato verde, “bisogna portare in discoteca anche la mascherina, come in qualsiasi luogo pubblico, perché sappiamo che i vaccinati sono anche loro veicolo dell’epidemia. Non si devono inoltre creare resse inutili e ai gestori voglio consigliare di evitare di offrire biglietti omaggio al solo scopo di far trovare i locali già pieni ai clienti”.

Dj Aniceto: non posso avere sensi di colpa se vedo la gente ballare

“Dobbiamo continuare a fare dei sacrifici, usando ancora la mascherina – insiste – perché sappiamo che i vaccinati possono essere anche loro veicoli dell’epidemia. Il problema esiste e ci dovremo convivere, e non è giusto che quello delle sale da ballo sia l’unico settore condannato. Spero che i politici riaprano presto: la musica è l’arcobaleno della nostra vita – conclude – e non può essere condannata da pregiudizi. I dj non possono essere visti come diavoli e io non posso avere sensi di colpa quando vedo la gente ballare”.

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