Discoteche, l’ira di Salvini: «Chiuderle è un atto di razzismo contro i giovani. Chi protesta, fa bene»

sabato 24 Luglio 12:01 - di Michele Pezza
Salvini

Matteo Salvini è ancora stordito dalle parole di Draghichi invita a non vaccinarsi, invita a morire»). «Ci sono rimasto male», rivela infatti al Corriere della Sera. Ufficialmente non commenta le parole del premier, ma la voglia di dirgli qualcosa pencola vistosamente dalla punta della lingua. E infatti cade: «L’avevo sentito prima del Consiglio dei ministri e avevamo dialogato amabilmente su tante questioni. Se aveva qualche osservazione da muovermi poteva dirmelo al telefono e non attraverso una conferenza stampa». Il rammarico nasce da qui, da questa plateale ricerca dello scontro che lo ha colto di sorpresa. Evidentemente il premier doveva bilanciare il dispiacere dato a Pd e 5Stelle sul nodo giustizia.

Sui vaccini: «No all’obbligo»

Oggi a me, domani a te“: così funziona il governo di unità nazionale. Sui vaccini è toccato a Salvini prenderle, fino a farlo passare per un no-vax. Un’etichetta che lui respinge esibendo il braccio offerto all’iniezione, seppur dopo tante polemiche. «La vaccinazione era stata prenotata per tempo – si difende lui -, mica si può decidere dalla sera alla mattina». Neppure chi manifesta contro il Green pass obbligatorio è, per il leader leghista, un no-vax. «Conosco tanta gente – dice – che è vaccinata che si oppone alle restrizioni e che invoca la libertà di scelta. Mercoledì a Roma saranno in tanti a far sentire la loro voce. Non vedo che male facciano. Di certo non sarò io a ghettizzarli. E altrettanto sicuramente non voglio vivere in una nuova Unione Sovietica».

Salvini di lotta e di governo

Non fa una grinza. Politicamente, tuttavia, il problema c’è: Salvini non può tenere il piede in due staffe. Almeno non a lungo. La doppia identità, “di lotta e di governo“, è come un gioco: funziona se dura poco. E conservarla sul tema vaccini è quanto mai difficile. Ciò nonostante, ci prova. «Se qualcuno vuole imporre l’obbligo vaccinale vada in Parlamento e vedremo – avverte -. Io non sono d’accordo». Ma è facile solo a dirsi. Idem per le discoteche, che il governo tiene chiuse in cambio di un ridicolo ristoro. Salvini ne ha parlato a Rimini. E non ha deluso chi gli chiedeva se avrebbe appoggiato un ricorso dei gestori in sede legale contro la decisione di Palazzo Chigi. «Qualunque protesta facciano – ha risposto – avranno il nostro sostegno perché è razzismo nei confronti delle discoteche e dei giovani».

 

 

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