Deriva Disney, dopo la fatina Lgbt di Cenerentola, lo show blasfemo dei Griffin. E scatta la multa

giovedì 9 Settembre 20:24 - di Lorenza Mariani
I Griffin

Deriva Disney, dopo la fatina Lgbt di Cenerentola, la puntata blasfema dei Griffin: e scatta la multa da 60.000 €. Dunque, gli ultimi colpiti e affondati dalla scure pedagogica dell’Antitrust sono i Griffin. La famiglia “alternativa” americana finita nel mirino di Pillon e dell’Agcom, in particolare per una puntata blasfema sulla Natività. Una realizzazione rivisitata e “scorretta” che, per l’accusa, «non ha protetto i minori». Per chi conosce la serie animata non è una sorpresa: il cartoon, irriverente a dir poco, ha come mission delegittimare il politicamente corretto e graffiare a suon di iperboli narrative che, troppo spesso, sconfinano nel trash e nella volgarità gratuità. Come quando, solo per citare un esempio, autori e disegnatori presero di mira il figlioletto di Sara Palin, affetto dalla sindrome di Down.

I Griffin, i creatori si sono sempre difesi dicendo: «Spietati e senza cuore in modo trasversale»

Nella puntata di diversi anni fa, finita sotto accusa, uno dei protagonisti si innamorava di una ragazzina Down. E quando le chiedeva cosa facessero i suoi genitori, lei rispondeva che la madre era stata governatrice dell’Alaska… «È stato come “un pugno sui denti” , commentò all’epoca su Facebook la Palin». Mentre la figlia maggiore Bristol fu più aspra e diretta, e definì gli autori in questione «degli imbecilli senza cuore». Un’accusa a cui i creatori del programma, risposero semplicemente spiegando che «lo show offende tutti in modo trasversale. Rispettando così le pari opportunità»…

I Griffin nel mirino di Pillon e Antitrust: multa di 60mila € alla Disney

Insomma non  stupisce la cattiveria narrativa e certa brutalità contenutistica del cartoon Usa, da tempo avvezzo a uno stile caustico e offensivo. Così come non stupisce la campagna del senatore Simone Pillon contro i Griffin, finiti anche nel mirino dell’Antitrust. Al centro della vicenda, la puntata del cartoon con la celeberrima famiglia proposta nella versione della Natività: Peter è Giuseppe, Lois è Maria e Stewie veste i panni di Gesù Bambino. «Ricordate la puntata del cartone blasfemo andata in onda in fascia protetta?», scrive Pillon. «Bene. L’Agcom, dopo la segnalazione della Lega, ha sanzionato la Walt Disney company con 60 mila euro di multa, giudicando il messaggio veicolato nocivo per i minori».

Pillon: «Basta coi messaggi ideologici dei big media o delle lobby»

«Certo, è una goccia nell’oceano di porcherie cui sono esposti i nostri ragazzi tra Tv e social – prosegue il senatore leghista – ma comunque si tratta di un segnale chiaro: l’educazione dei bambini, specialmente su temi sensibili come la religione o la morale sessuale spetta ai genitori, e non ai messaggi ideologici dei big media o delle lobby», afferma indignato e agguerrito Pillon.

«L’educazione dei bambini spetta ai genitori»

Del resto, quello dei Griffin non è certo un caso isolato. E lo stesso senatore leghista lo ricorda sottolineando: «Alla Walt Disney, dopo il cartone blasfemo e la fatina Lgbt di Cenerentola, è rimasto ben poco dello spirito e dei valori del fondatore. Ma forse, a furia di multe, capiranno cosa vuol dire rispetto. Spesso il portafoglio è più efficace del buon senso. Ripetiamo insieme: l’educazione spetta ai genitori. L’educazione spetta ai genitori, l’educazione spetta ai genitori…», conclude Pillon, soddisfatto. E motivato.

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