Denise, l’ultima pista porterebbe a Tunisi: le prove della Angioni. Il giallo dell’audio di un anonimo (video)

sabato 11 Settembre 15:19 - di Lara Rastellino
Denise Tunisi

Denise, l’ultima pista porterebbe a Tunisi. A sostegno di questa nuova teoria, i riscontri raccolti dall’ex pm Angioni. Nel frattempo, poi, nell’intricato caso spunta anche il giallo del messaggio di un testimone anonimo lasciato nella segreteria telefonica dello studio di Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. Dunque, la nuova fase investigativa sulla misteriosa scomparsa di Denise Pipitone riparte dal porto di Trapani e punta sulla pista di Tunisi. È quanto ricostruito ieri sera nella puntata inaugurale della nuova stagione di Quarto grado su Rete 4. Già, perché il lavoro della Procura di Marsala – e, contestualmente, quello svolto da privata cittadina dalla ex pm Angioni che indagò un anno sul caso della piccola scomparsa da Mazzara del Vallo il primo settembre del 2004 – va avanti in un clima non facile. Una situazione in cui aleggiano sempre il mistero e l’ombra del dubbio… Specie se, a pilotare il nuovo corso dell’inchiesta, sono principalmente una lettera anonima e una testimonianza resa in incognito attraverso un messaggio registrato nella segreteria telefonica dell’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta. Ma andiamo con ordine…

Denise, la nuova pista porterebbe a Tunisi

Una bambina misteriosa, con un codice fiscale falso, sarebbe stata portata da Mazara del Vallo in Tunisia il giorno dopo la scomparsa di Denise Pipitone. È questa la nuova pista che troverebbe riscontro nelle ricostruzioni datate sul caso. L’anello di congiunzione dei tasselli che compongono il quadro investigativo sulla scomparsa della piccola è, ancora una volta, Maria Angioni, che il 23 dicembre andrà a processo con l’accusa di false informazioni ai pm. Ebbene, Quarto Grado ha rivelato che sul blog “Conoscere” la dottoressa che non si dà per vinta sulla scomparsa della piccola, ha dichiarato di aver ricevuto da privati cittadini un documento che potrebbe riguardare il caso.  Ossia. il 2 settembre 2004 una bambina sarebbe partita insieme a due adulti mazaresi dal porto di Trapani verso la Tunisia (video dal sito di Mediaset Play).

Denise, spunta la pista di Tunisi: le nuove rivelazioni dell’ex pm Maria Angioni

La Angioni, che oggi vive in Sardegna e svolge le funzioni di giudice del lavoro, ha raccontato cioè che il giorno successivo alla scomparsa della piccola Denise, due persone residenti a Mazara, con iniziali FK e AZ, si sono imbarcate per Tunisi con la motonave D’Abundio. Con loro c’era una bambina, nata a Ragusa, con iniziali SS. Ma, eseguiti i primi controlli sul fatto e sui suoi protagonisti, sembrerebbe che la minore al seguito dei due adulti non risulta da nessuna parte. O meglio: l’ex pm ha dichiarato che con le generalità di S.S. non esisterebbe alcuna bambina negli uffici pubblici. La bambina in partenza il 2 settembre 2004 sarebbe nata a Ragusa nel 1997. Eppure, l’esito della ricerca anagrafica dà «codice fiscale non valido». E, naturalmente, a riguardo il parere di Maria Angioni è che, data la scomparsa di Denise appena 24 ore prima, si sarebbe dovuta verificare la reale esistenza delle generalità della bambina partita da Trapani a poche ore di distanza…

Il codice fiscale della bambina partita dal porto di Trapani nel 2004 sarebbe inesistente

Un fatto, dunque, che la dottoressa denuncia e commenta. Asserendo, tra l’altro sui social: «Grazie anche a questo grande interesse mediatico – ha commentato Angioni – le persone mi hanno indicato degli spunti e ricordato, indicato, fatto avere dei documenti. Con quelle generalità non esiste nessuna bambina. Però, cribbio, il giorno prima ti scompare Denise Pipitone e tu la bambina del ’97 nata a Ragusa controlli se esiste veramente». Già controlli: semplici, rapidi ed efficaci. Come spiegato dallo stesso legale dell’ex pm, Stefano Pellegrini, che alle telecamere del programma di Rete 4 ha esplicitato meglio i fatti, sottolineando  che la sua assistita ha «estrapolato il codice fiscale e a esso non corrisponde nessuna persona fisica».

Denise, “Quarto grado”: gli inviati non trovano però neanche traccia della nave sulla tratta Trapani-Tunisi

I giornalisti di Quarto Grado, però, sul punto hanno accertato che per la Tunisia non ci sarebbero navi dirette in partenza dal porto di Trapani. Non solo: oltre alla mancanza di un collegamento diretto tra le due tratte, gli inviati del programma condotto da Gianluigi Nuzzi non avrebbero trovato tracce neppure della nave D’Abundio con la quale risulterebbero partite il 2 settembre del 2004 le due persone in compagnia delle bambina con le generalità S.S.

Denise a Tunisi: le vecchie indagini e i nuovi elementi a confronto

Elementi. Dubbi. E sospetti che sembrerebbero ridestarsi e combaciare con una parte di quanto ipotizzato nelle indagini in questi lunghi 17 anni di scomparsa di Denise. La fuga dei rapitori via mare. Il passaggio della piccola di mano in mano. La testimonianza del vecchio Battista Della Chiave, testimone audioleso che venne ritenuto inattendibile dalla Procura ma su cui la Angioni si è sempre detta di parere opposto. L’uomo aveva, secondo le nuove ricostruzioni degli esperti Lis, descritto il percorso di una bambina, individuata in Denise, che sarebbe stata trasportata prima in motorino e poi su una barchetta situata sotto un ponte.

Il punto sulla nuova inchiesta e i due indagati al centro della nuova fase investigativa

Dunque, il mare: parzialmente controllato dagli inquirenti all’epoca. Con le ricerche concentrate comunque sui grossi pescherecci, ma non sui barchini. Che – e il dubbio torna a rinvigorirsi oggi – avrebbero potuto passare inosservati. Tutto potrebbe ripartire da lì. Così come tutto, nelle nuove indagini, è ripartito la scorsa primavera, sulla base di un esposto anonimo. Per il quale la procura sta cercando riscontri e analizzando meticolosamente gli elementi che gli inquirenti di allora hanno raccolto nella vecchia indagine. Dati che riporterebbero a Giuseppe Della Chiave, nipote del defunto Battista. E ad Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, che fu processata per il rapimento della piccola e assolta in tre gradi di giudizio.

La paura è la vera costante di questa complicata indagine sulla scomparsa di Denise

Nomi e ipotesi che si aggiornano alla notizia di un nuovo testimone, che avrebbe rilasciato alla difesa di mamma Piera Maggio un racconto audio con quattro elementi inediti. Un personaggio misterioso che, dopo quella prima uscita, avrebbe smesso di parlare. Perché la paura soprattutto. Anche dopo 17 anni, è sempre la vera costante di questa complicata indagine...

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