Denise, fari puntati sull’intercettazione del 2004: il giallo, specie in tv, ruota intorno al mistero su Ahmed

lunedì 31 Maggio 14:22 - di Lorenza Mariani
Denise Ahmed

Denise, riflettori puntati sull’intercettazione del 2004. Almeno sul piccolo schermo, il giallo nelle ultime settimane finisce per ruotare soprattutto intorno al “mistero su Ahmed”. Sulla scomparsa di Denise, i media, checché se ne dica, stanno svolgendo un ruolo importante. Specie a fronte dell’indiscrezione, mai accreditata fin qui né dalla Procura di Marsala, né dall’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta. E allora, almeno in tv, una buona parte dell’indagine si concentra sull’intercettazione di anni fa, ottenuta grazie a una cimice installata sul motorino di Jessica Pulizzi (figlia di Anna Corona e di Piero Pulizzi, padre biologico anche di Denise Pipitone). A parlare sono due uomini. Uno dei quali, rivolgendosi all’interlocutore dice all’altro: «Vai a prendere Denise e portala fuori». Laddove per “fuori” gli inquirenti hanno sempre ipotizzato che si intendesse “fuori dal Paese”. Ebbene, oggi su quell’intercettazione del 24 novembre 2004, quando a Mazzara del Vallo, da più di 80 giorni si cerca la piccola Denise, scomparsa nel nulla all’improvviso il primo settembre intorno a mezzogiorno.

Denise, il mistero di Ahmed, il giallo dell’intercettazione del 24 novembre 2004

Durante le indagini due persone sono intercettate nelle vicinanze del motorino di Jessica Pulizzi (sorellastra della piccola) . Lo scooter è parcheggiato sotto casa di Anna Corona, e dal sonoro di quello scorcio di dialogo tra i due misteriosi personaggi sembra proprio che uno di loro risponda al nome di Ahmed. Un punto delicato dell’inchiesta, su cui tutte le trasmissioni televisive si stanno concentrando in queste settimane, dopo l’arrivo della lettera di un testimone oculare anonimo che racconterebbe nella missiva fatti e citerebbe persone relative a 45 minuti dopo il sequestro. Fatti mai trattati dai media, e che dunque sarebbero sconosciuti ai più. Ma nomi, a quanto trapela nelle indiscrezioni, di personaggi noti e già menzionati nelle indagini e negli atti.

Che ruolo potrebbe aver avuto Ahmded nella scomparsa della piccola?

Dunque, trasmesse e ri-trasmesse a loop, quelle intercettazioni passate al vaglio di esperti e di addetti ai lavori. Commentate da opinionisti e conduttori televisivi, potrebbero alludere a un certo Amhed, il quale potrebbe aver avuto un ruolo nella scomparsa della piccola. Ma a chi corrisponde questa figura? Jessica Pulizzi, nella prima fase in cui il giallo ha avuto inizio, come ricordano ancora questa mattina diversi servizi andati in onda a Mattino Cinque, «era legata sentimentalmente a un ragazzino tunisino con quel nome. Frequentazioni che parrebbero confermate durante un interrogatorio anche dall’ex fidanzato di Jessica, Fabrizio. Che agli inquirenti, come rilancia anche la trasmissione condotta da Federica Panicucci, avrebbe confessato la frequentazione della giovane con «ragazzi tunisini e slavi».

La ricostruzione minuziosa di Mattino Cinque

Un legame che, come racconta sempre Fabrizio ai giudici, creava «qualche turbamento» a Jessica. Non solo. A quanto risulta, un anno più tardi: il 10 dicembre 2005, Ahmed, in una rissa a Mazzara del Vallo, accoltellerà un 27enne. Gli investigatori, troveranno l’arma in casa di Jessica Pulizzi. E allora: perché la ragazza avrebbe acconsentito a tenere quel coltello nella sua abitazione? Ma, soprattutto, possibile quella frase dell’intercettazione fosse davvero ciao Ahmed. E chi parlava? Il mistero resta: anche perché quel giorno la telecamere posizionata sul luogo dove era parcheggiato il motorino di Jessica, non funzionava

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