Covid, via libera ai tamponi salivari. Ma valgono solo i molecolari. Rezza: «Numeri ancora in calo»

venerdì 24 Settembre 19:40 - di Redazione
tamponi salivari

Sono 3.797 i nuovi contagi da Covid in Italia, contro i 4.061 di ieri. Diminuisce anche il numero dei morti registrati nelle ultime 24 ore: sono stati 52 morti, a fronte dei 63 di ieri. Lieve crescita, invece, del tasso di positività che, su 277.508 tamponi eseguiti, si attesta all’1,36% contro l’1,3% degli ultimi due giorni. Intanto dal ministero della Salute arriva il via libera all’uso dei tamponi salivari anche a scuola, ma solo se molecolari. Nessun via libera, invece, per i test salivari rapidi.

In calo i ricoveri: in terapia intensiva 489 pazienti

Calano anche i numeri dei ricoveri. Nei reparti Covid ordinari si trovano oggi 3.553 pazienti, contro i 3.650 di ieri. Dunque, 97 in meno. Sono poi 489 i ricoverati in terapia intensiva, vale a dire 16 in meno rispetto a ieri, con 35 ingressi nelle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi sono 1.527 in meno di ieri, per un totale di 103.556. I guariti delle ultime 24 ore sono 5.265, che portano il totale dall’inizio della pandemia a 4.419.537.

Aumenta l’età mediana dei nuovi positivi

«Da un punto di vista più clinico vediamo che continua a crescere l’età mediana dei casi positivi, la curva è nettamente in ricrescita ai circa 39 anni, così come cresce sopra i 60 anni (63 anni) l’età al primo ricovero, ed è stabile a 64 anni per le terapie intensive e quella dei decessi sempre intorno agli 80 anni», ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, chiarendo che «abbiamo un Rt puntuale di 0,83 e la proiezione è che rimanga stabile a 0,82 per la prossima settimana». «Rimane abbastanza stabile anche l’Rt delle ospedalizzazioni che è 0,86. Questo significa – ha chiarito Brusaferro – che essendo sotto 1 i numeri dei casi tenderanno a decrescere».

Rezza autorizza l’uso dei tamponi salivari

«Questa settimana tutti gli indicatori ci dicono che l’evoluzione della situazione epidemiologica sta andando bene», ha aggiunto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, avvertendo, però, che «nelle prossime 2-3 settimane vedremo se le riaperture delle scuole insieme al riattivarsi di tutta la società potranno comportare o meno un certo aumento dell’incidenza e dell’Rt».

Sempre Rezza oggi ha firmato la circolare del ministero che autorizza l’uso dei tamponi salivari a scuola «nell’ambito di attività di screening in bambini coinvolti nel Piano di monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2». I test salivari saranno usati inoltre «per lo screening dei contatti di caso in bambini anche se la scuola non fa parte del Piano di monitoraggio», per gli operatori sanitari e socio-sanitari «nel contesto degli screening programmati in ambito lavorativo o in individui (sintomatici o asintomatici) fragili con scarsa capacità di collaborazione (ad esempio anziani in Rsa, disabili, persone con disturbi dello spettro autistico)».

Ma il via libera è solo per i molecolari

I test salivari autorizzati, però, sono solo quelli molecolari. Sono esclusi i rapidi, perché, si legge nella circolare, «sulla base delle evidenze disponibili, non sono al momento raccomandati come alternativa ai tamponi oro-nasofaringei, in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità» e «sono al momento esclusi dall’elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la Certificazione verde Covid-19». Dunque, non valgono neanche per il Green pass.

L’ira della Lega: «Draghi faccia rispettare i patti»

L’esclusione ha innervosito la Lega. «Speranza – ha commentato il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo – ha disatteso l’impegno del governo a garantire la validità del tampone salivare rapido per l’ottenimento del Green pass. Non solo: ha anche limitato l’utilizzo dei salivari molecolari, nonostante uno specifico emendamento approvato li abbia definiti per legge validi a tutti gli effetti. Con la vita e il lavoro di milioni di italiani non si scherza e non si scherza neanche con gli impegni presi in parlamento. Ci aspettiamo – ha concluso l’esponente leghista – che Draghi faccia rispettare i patti».

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