Covid e impotenza post contagio, se il virus rimane sotto le lenzuola: ecco i rimedi e i rischi

martedì 14 Settembre 15:58 - di Redazione
covid e impotenza

Covid e impotenza, l’ultimo inquietante risvolto della sindrome post-contagio. Ormai lo sappiamo: stanchezza, perdita di gusto e olfatto, e quella “nebbia mentale” che porta con sé problemi di memoria e concentrazione sono i sintomi acclarati del long Covid. I connotati del volto più conosciuto delle conseguenze legate alla contrazione del virus che ha sconvolto il mondo. Eppure non è solo questo. C’è un altro sintomo che è stato osservato. E che compare sempre più spesso nell’elenco di quelli segnalati dai pazienti: la disfunzione erettile. Non a caso, gli esperti stanno affrontando il problema e proprio dai farmaci anti-impotenza potrebbe arrivare un’arma in più contro la sindrome post Covid.

Covid e impotenza maschile: il volto poco conosciuto della sindrome post-contagio

«Alla luce delle prime esperienze cliniche positive, stiamo valutando di avviare uno studio in cui arruolare uomini con una relazione stabile in cui la disfunzione erettile è comparsa contemporaneamente alla diagnosi di sindrome post Covid», dichiara Nicola Mondaini, professore associato di Urologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro. «Accanto a una valutazione psico-sessuologica, i pazienti saranno sottoposti a terapia con tadalafil o placebo per 12 settimane. Al termine delle quali analizzeremo l’effetto sui sintomi della sindrome oltre che sulla disfunzione erettile. La speranza – auspica lo specialista – è che però il miglioramento dell’attività endoteliale promosso da questi farmaci possa: non solo risolvere la disfunzione erettile in quanti la manifestano come conseguenza del Covid. Ma anche alleviare gli altri disturbi connessi alla sindrome».

Covid e impotenza maschile: la persistenza di sintomi dopo 12 settimane dalla negativizzazione

È uno dei temi emersi dal Congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia), appena concluso a Riva del Garda. Gli esperti lanciano anche un monito alle persone che si trovano ad affrontare questi problemi sotto le lenzuola: è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle “pillole dell’amore” contraffatte, avvertono. Il long Covid, che si definisce come la persistenza di sintomi dopo 12 settimane dalla negativizzazione, riguarda oltre il 10% dei pazienti che sono stati contagiati dal coronavirus Sars-CoV-2. E può interessare diversi organi. «Non sappiamo se la sindrome post Covid dipenda direttamente dal virus. O sia provocata dallo stress e dal trauma connessi all’infezione. Tuttavia sappiamo che il virus ha fra i suoi bersagli l’endotelio dei vasi sanguigni. E per questo abbiamo deciso di valutare se i farmaci per la disfunzione erettile, che agiscono proprio a questo livello, possano avere un ruolo nella gestione del long Covid», spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all’Università Federico II di Napoli.

Covid e impotenza: il problema dell’acquisto di farmaci contraffatti sul web

L’altra faccia della medaglia dei farmaci per la disfunzione erettile è che, dopo il calo dell’attività sessuale. E il crollo dei consumi di questi medicinali durante il lockdown. Con il cauto ritorno a una vita sociale gli italiani ricomincino anche ad acquistare farmaci anti-impotenza pure sul web. Dove però spopolano i falsi spesso venduti come “integratori naturali”, ammoniscono gli esperti. Che nei prossimi mesi temono un incremento del mercato online dei farmaci contraffatti. «Con grossi rischi per la salute degli uomini». Gli andrologi sottolineano come appena una su 10 delle confezioni in vendita sul web contenga il principio attivo giusto e in dose adeguata. Prima della pandemia – ricordano – il 70% di chi acquistava farmaci sul web lo faceva proprio per comprare Viagra e simili. Con un giro d’affari che era stimato in 4-6 miliardi di euro, soltanto in Italia…

Covid e impotenza: le “pillole dell’amore” una possibile arma

Certo, «con la pandemia e le restrizioni sono diminuite drasticamente le occasioni di incontri sessuali. E con queste anche le vendite di “pillole dell’amore”. Calate del 37% nei canali ufficiali. E altrettanto crollate anche online», riferiscono Palmieri e Mondaini. Ma con il graduale allentamento del lockdown, proseguono gli esperti, «si sta assistendo al ritorno di una normale vita sessuale. Dunque, anche agli acquisti di farmaci per la disfunzione erettile. Purtroppo, l’impennata dell’e-commerce a seguito dei mesi di lockdown sta dando ancora più vigore alle vendite online. Per le quali si stima un boom perfino più ampio rispetto al passato nei prossimi mesi. Oggi, peraltro, molti farmaci falsificati vengono presentati sul web come integratori alimentari o prodotti “naturali”, sfuggendo ancora di più alle maglie dei controlli grazie alla normativa meno stringente». «Perciò – concludono gli esperti – è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle pillole dell’amore contraffatte».

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *