Covid, meno morti e contagi. Figliuolo sulla terza dose: «Si parte da una platea di 3 milioni di persone»

giovedì 9 Settembre 20:09 - di Gigliola Bardi
figliuolo

Sono 5.522 i nuovi contagi da Covid in Italia, ieri erano stati 5.923. Da ieri si sono registrati altri 59 morti, vale a dire dieci in meno di ieri, che portano a 129.766 il totale delle vittime da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 291.468 tamponi, con un tasso positività che cala all’1,89% da 2% di ieri. E mentre il generale Figliuolo conferma che la struttura è pronta a partire con le terze dosi di vaccino, l’infettivologo Matteo Bassetti avverte: «Chi non ha avuto risposta immunitaria alle due dosi, potrebbe non averla anche con la terza».

In lieve calo i ricoveri in reparto e in terapia intensiva

Nelle ultime 24 ore è calato, seppur di poco, il numero delle persone ricoverate in ospedale con sintomi che sono oggi 4.230 rispetto alle 4.235 di ieri. In lieve discesa anche i ricoverati in terapia intensiva che sono 558, vale a dire 6 in meno di ieri, a fronte di 38 nuovi ingressi. I guariti sono stati 7.122, che portano il totale da inizio pandemia a 4.331.257, mentre gli attualmente positivi sono 129.918, ovvero 1.663 meno di ieri.

Figliuolo pronto dopo l’ok dell’Aifa alla terza dose

Sul fronte dei vaccini, dove l’Ema ha dato il via libera ai singoli Paesi a pianificare la terza dose anche prima delle sue conclusioni e l’Aifa ha dato l’ok per l’ulteriore richiamo con i vaccini a m-Rna per immunodepressi, over 80, Rsa e sanitari, il generale Figliuolo ha confermato che l’Italia si sta «preparando per un richiamo a chi ha più necessità, gli immunocompromessi, sono una platea di circa 3 milioni. Entro settembre partiremo». L’agenzia europea del farmaco ha chiarito che «ci sono evidenze sempre più chiare sulla necessità di prendere in considerazione dosi aggiuntive di vaccino per le persone che potrebbero rispondere male all’immunizzazione, come quelle con un sistema immunitario gravemente indebolito o alcuni pazienti anziani».

Bassetti: «Chi non ha risposto a due, potrebbe non rispondere al terzo richiamo»

L’infettivologo Matteo Bassetti, però, invita alla cautela sulla valutazione dell’efficacia della terza dose sui soggetti che hanno avuto una risposta deludente con le prime due. «Chi non ha risposto a due dosi potrebbe anche non rispondere con la terza, o ci vorrà un mix di vaccini, ma oggi è chiaro che si è scelto di dare la terza dose e non di sottoporre tutti a esami che sono anche un costo inaffrontabile per il Servizio sanitario nazionale», ha detto, commentando l’indirizzo del terzo richiamo con l’agenzia di stampa Adnkronos. Per Bassetti va comunque «bene la tempistica sulla terza dose: prima si parte con gli immunodepressi e dopo di che si farà agli anziani nelle Rsa a dicembre e poi agli operatori sanitari, per i quali parlerei di dosi di richiamo che si faranno una volta l’anno, quindi a gennaio è giusto».

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