11 settembre, Gasparri: “Fiumi di retorica mentre l’occidente scappa come un coniglio e s’arrende”

sabato 11 Settembre 17:33 - di Bianca Conte
11 settembre

È la sensazione di molti, il pensiero dei più. Eppure, riflettendo su quel terribile giorno di 20 anni fa. Andando con la memoria a quelle terrificanti immagini di distruzione e morte, ancora oggi sono pochi quelli disposti ad ammettere quanto asserito poco fa dal senatore Gasparri: «Celebriamo i vent’anni dall’11 settembre del 2001 in un fiume di impotenza e di retorica. Parole al vento, mentre l’Occidente si arrende in modo vergognoso»… Come del resto, è impossibile non riconoscere quanto sottile sia il filo conduttore che lega quell’indimenticabile momento storico di ieri, all’esodo americano dall’Afghanistan di oggi. Con tutte le tragiche vicende di Kabul, relative alle ultime settimane di ritiro delle truppe e ripresa del potere da parte dei Talebani…

11 settembre, Gasparri: «Fiumi di retorica mentre l’occidente si arrende ai terroristi»

E allora, le parole con cui il senatore azzurro commenta la drammatica ricorrenza storica di oggi, sottolineano l’indissolubile legame tra la storia di ieri e quella scritta in queste ultime settimane. «La fuga di Biden subita dagli altri paesi occidentali nell’assoluto silenzio – ha dichiarato Gasparri –ha consegnato l’Afghanistan ai talebani. Abbiamo i terroristi giustamente rinchiusi a Guantanamo, oggi al governo a Kabul. Peggio di così non poteva finire», ha sottolineato il senatore forzista. Che poi a stretto giro ha aggiunto: «Bisognava prorogare la presenza militare. Impedire ai talebani oscurantisti, ignoranti e terroristi, di tornare al potere. Dovevamo bloccare l’offensiva del fondamentalismo islamico e delle sue diramazioni terroristiche. Invece l’Occidente scappa come un coniglio e abbandona gli afghani ad un destino oscuro».

«Una ricorrenza celebrata all’insegna della fuga e della viltà» verso i talebani

Quindi, in conclusione: «Così si celebra il ventennale dell’attacco alle Torri Gemelle. All’insegna della fuga e della viltà – attacca Gasparri –. Che offende le tante vittime di quell’orrendo attentato. E tutte quelle che abbiamo dovuto drammaticamente contare in tutto il mondo, massacrati dalla follia islamica. Un 11 settembre 2021 di tristezza e di vergogna. Il mondo libero reagisca, in nome della democrazia e della libertà ma anche utilizzando legittimamente la forza contro gli assassini. Che tristezza il trasferimento da Guantanamo, dove dovevano rimanere, al governo afghano: dove non dovevano mai arrivare»: è l’amara conclusione di Gasparri...

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