Tabacci molla la delega sullo Spazio. L’assunzione del figlio a “Leonardo” fa infuriare Draghi

sabato 7 Agosto 11:09 - di Francesca De Ambra
Tabacci

Non la racconta tutta Bruno Tabacci nella sua intervista al Corriere della Sera. Il sottosegretario ha mollato controvoglia la delega all’Aerospazio, e si vede. Fosse stato per lui, l’assunzione del figlio Simone presso Leonardo, già Finmeccanica, sarebbe filata via come olio. Purtroppo, c’è ancora una libera stampa abituata a sbirciare dal buco della serratura e a impallinare i “figli di… ogni qualvolta si avvicinano pericolosamente in zone off-limits. E quella in cui era si era inoltrato Tabacci Jr. portava direttamente alla delega del papà. È vero, come questi ha puntualizzato, che la qualifica di “quadro” non assegna al neo-assunto alcun potere di firma. Ma nessuno ha sostenuto il contrario. Tanto è vero che chi ha sollevato il caso il conflitto d’interesse lo ha posto in capo al padre e non al figlio, al sottosegretario e non al “quadro”.

Ma resta sottosegretario

È con Tabacci Sr. che ad esempio deve confrontarsi Giovanni Soccodato. Chi è costui? Il manager che dal 2019 è capo delle strategie equity di Leonardo nonché vicepresidente di Thales Alenia e di Telespazio. Due società che con il delegato del governo all’Aerospazio parlano se non proprio tutti i giorni, quasi. È il caso di sottolineare che Tabacci Jr. aveva fatto domanda di assunzione proprio presso la già citata struttura di Soccodato in Leonardo. Certamente un caso. Ma torniamo alla delega mollata. Controvoglia, dicevamo. Già, si può immaginare lo scazzo di Draghi nell’apprendere dai giornali (Il Domani) che il vecchio amico Bruno (entrambi collaboravano il dc Giovanni Goria, ministro del Tesoro con Craxi) era scivolato in maniera tanto grossolana.

Quella nomina all’Asi targata Tabacci

E fosse solo questo. Già, perché nel frattempo Tabacci era riuscito a piazzare all’Asi, Agenzia spaziale italiana, anche Carlo Romano. Contratto a tempo determinato, ma non di semplice consulenza: prevede infatti anche un ruolo di valutazione dei fondi. Un profilo competente? Sì e no. Faceva parte della segreteria tecnica del sottosegretario, ma si può azzardare che ad essere determinante sia stato il suo ruolo di tesoriere del Centro democratico, partito fondato proprio da Tabacci. E così tutto torna. Insomma, il sottosegretario si era talmente allargato da considerare lo spazio (la delega, almeno) come casa sua. Ma ora Draghi lo ha riportato sulla terra. E solo da qui, ormai, il Tabacci padre può «riveder le stelle».

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