Conte si fa consigliare da D’Alema e Bettini. L’ira dei Cinquestelle: parla più col Pd che con noi

22 Apr 2021 17:48 - di Adele Sirocchi

Ma Giuseppe Conte che fa? Il Pd aspetta che l’ex premier espliciti il suo progetto politico. Anche la base grillina attende che il nuovo capo faccia sentire la sua voce. Soprattutto dopo il caos provocato da Beppe Grillo con il suo video sul figlio Ciro.

Conte e il dialogo con il Pd

Ma il punto è che, secondo indiscrezioni dei quotidiani, Conte è più incline a dialogare con il Pd che con il partito che dovrebbe guidare. Si fa dare consigli, suggerimenti, spunti. Del resto fu proprio Conte a rivelare di essere stato fino al 2013 un fedele elettore del Partito democratico.

Telefonate con D’Alema, Letta, Bettini e Sassoli

“A casa della compagna Olivia Palladino, nel pieno centro di Roma – racconta La Stampa –  a parte qualche corsetta per recuperare forma, Conte ha intessuto lunghe e profonde conversazioni telefoniche con Goffredo Bettini, amico e stratega del Pd, con il segretario dem Enrico Letta, con il vice Peppe Provenzano, con l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, Pd anche lui. Una corrispondenza d’amorosi sensi che non è sfuggita ai musi lunghi del M5S. «Risponde al Pd e non a noi» lamentano. E, a eccezione del capo reggente Vito Crimi e del ministro Luigi Di Maio, sembra proprio che sia così”.

Che fine farà il M5S?

Ma se Conte ascolta il Pd, e in particolare D’Alema, non è difficile immaginare quali suggestioni ne abbia ricavato. Innanzitutto la convinzione che il Movimento deve cessare di essere ostaggio degli umori della rete e di Grillo per trasformarsi in un partito vero e proprio.

Ma non solo: D’Alema è un fautore del superamento dello stesso soggetto Pd per dare vita, attraverso una costituente, a un nuovo grande soggetto di sinistra. Se Conte assecondasse questo obiettivo in realtà nel futuro prossimo del M5S non ci sarà un rilancio ma addirittura uno scioglimento, una confluenza programmata in un nuovo contenitore.

Ritorno sulla scena insieme con Letta

Conte sa che per il momento non può restare dietro le quinte, non può ancora tirarla per le lunghe. Un leader non sta in silenzio e non subisce gli eventi. “I prossimi giorni – scrive ancora La Stampa –  segneranno il ritorno in scena. Anche perché, il 29 aprile, l’ex premier parteciperà al primo appuntamento di Agorà, il think tank di Bettini. Con lui ci sarà Letta e la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein. Una prima foto di gruppo della coalizione che sarà”.

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