Il Conte “trionfante” ha le sue cheerleaders. E non solo nel Pd. Anche a destra la Carfagna dice…

martedì 21 Luglio 18:16 - di Riccardo Arbusti

Ci manca poco che arrivi l’appello a esporre i tricolori ai balconi. Come se si fosse vinta una guerra. Mentre siamo in presenza di un compromesso. Giuseppe Conte si è battuto, certo. Ma non è il caso di erigere archi di trionfo. Questa è la posizione di chi vede le cose con realismo e senza le lenti deformanti del tifoso. Poi ci sono quelli che esultano perché sarebbe stata sconfitta la coppia Salvini-Meloni. Ma quando? Ma dove?

I cosiddetti sovranisti hanno sempre messo in guardia il Paese dalle trappole di Bruxelles. E una di queste, contenuta nell’accordo sul Recovery Fund tanto sbandierato come svolta storica, è il “freno di emergenza” che nell’accordo sostituisce il potere di veto. Come funziona? Sarà sempre la Commissione a valutare riforme e a sbloccare i fondi del Recovery fund, previa una richiesta di parere da parte del Comitato economico e finanziario del Consiglio Ue, l’organo che riunisce i governi degli Stati membri. In questo processo, un Paese, in casi eccezionali, potrà chiedere di approfondire in sede di vertice Ue se gli impegni sulle riforme di un altro Stato membro sono stati rispettati, sospendendo di fatto i finanziamenti per un certo lasso di tempo.

La giornata di oggi avrebbe dovuto essere dedicata alla riflessione sulle riforme da fare. Invece le curve si sono scatenate. Anzi una sola curva, quella pro-Conte. Con tante improvvisate cheerleaders al seguito.

Prendiamo la dem Alessia Morani, che è anche sottosegretario al Mes. Da lei ci si aspetterebbe un’analisi un po’ articolata su quanto ottenuto in Europa dall’Italia. E invece lei fa un tweet da segretario di sezione di perfieria: “Salvini e Bagnai stanno tenendo una esilarante conferenza stampa sui risultati del vertice europeo. Spero abbiano comperato scorte di antiacido sufficienti. Sono veramente dei ridicoli anti italiani #NextGenerationEU”. 

Poi a sorpresa anche la moglie di Calderoli, l’eurodeputata Gianna Gancia, scrive un tweet poi cancellato in cui parla di un grande lavoro diplomatico fatto dall’Italia e nel quale si chiede: “Cosa diranno ora Matteo e la Giorgia nazionale? Che spieghino agli italiani da dove avrebbero preso i soldi, loro”. Il tweet gira e rigira in rete. E lei non lo smentisce.

Anche Mara Carfagna sembra presa dalla febbre europeista e dalla voglia matta di lanciare strali a Salvini e Meloni o in ogni caso di manifestare la sua contrarietà alla linea euroscettica. “L’accordo sulla crisi post-Covid raggiunto dall’Unione europea segna uno spartiacque per la politica italiana – scrive – Riconoscere il valore della svolta avvenuta in Europa è un’operazione di verità alla quale non dovremmo sottrarci. Adesso c’è una nuova speranza. Nasce un embrione di bilancio comune, ma soprattutto si afferma un’idea forte: i problemi di uno Stato sono problemi di tutti. Sta a noi decidere se impegnarci a far crescere questa prospettiva oppure lavorare per screditarla e demolirla. Il centrodestra, che ha ambizioni di governo, dovrebbe essere chiaro su questo punto.  Personalmente sono convinta che sia ora di abbandonare il vecchio scontro con la Ue – pure così appagante nelle urne – e valorizzare un nuovo patriottismo della concretezza, delle idee, delle proposte. Chi rifiuta questa opportunità si schiera senza dirlo dalla parte dell’Italia ‘di prima’, quella dei sussidi alle categorie amiche, dei soldi buttati al vento per i navigator, i monopattini o il reddito di cittadinanza, l’Italia poveraccia che si accontentava di restare a galla (e di tenere a galla modesti governi di sopravvivenza). Ora è possibile avere altre ambizioni. Ora è il momento di provarci”.

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