Appello di un interprete dall’Afghanistan: “Italia, aiutami. I talebani vengono ad uccidermi” (video)

sabato 14 Agosto 20:12 - di Davide Ventola
Afghanistan talebani

Kabul potrebbe cedere da un momento all’altro, mentre l’Afghanistan sta affondando nella morsa dei talebani. Un processo che appare irreversibile.  Nelle parole del nostro ministro della Difesa, Lorenzo Guerrini, è sintetizzata tutta l’impotenza e il fallimento dei governi occidentiali.

«Credo che si imponga un’evidenza: che le nuove istituzioni afghane, le loro leadership, la tenuta delle forze armate afghane che sono state da noi come alleanza equipaggiate e addestrate, tutto questo si è rivelato al momento molto meno forte di quanto era stato previsto e analizzato. I talebani hanno conquistato intere province senza combattimenti e credo che questo sia un tema che dovrà essere oggetto di una forte discussione e riflessione prospettica’». Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, intervistato dal Gr1 Rai.

Afghanistan, talebani alle porte di Kabul

Ma ciò che atterrisce è quanto ancora non è accaduto. Atrocità inimmaginabili e imminenti.  «Siamo molto preoccupati, non sappiamo come salvare le persone, tutti pensano solo a come e dove fuggire. C’è un terrore indescrivibile tra la gente», ha detto Qorbanali Esmaeli, presidente dell’Associazione culturale afghani in Italia, descrivendo la realtà drammatica di queste ore.

«La cosa più preoccupante, più assurda e più atroce – ha aggiunto – è che le donne e le ragazze, sopra i 12 anni, sono considerate bottino di guerra. Ho due sorelle e diverse nipoti, temo per loro e per tutte le ragazze».

Tra gli appelli di queste ore, particolarmente drammatico quello lanciato in video da un interprete afghano, nella nostra lingua. «Governo italiano aiutami – ha detto da Herat l’interprete – sono 2 settimane che sono chiuso in casa, sento i colpi dei talebani, stanno arrivando e verranno di fronte a casa mia. Quando arriveranno mi prenderanno e mi uccideranno».

La vicenda degli interpreti afghani che hanno lavorato con le forze italiane ha ancora troppe lungaggini burocratiche.  «Il ministro Guerini ha sempre promesso che l’Italia non avrebbe abbandonato il personale civile in Afghanistan che ha collaborato con il contingente italiano ad Herat. Ora la situazione sta precipitando e la Farnesina ancora si attarda con lungaggini burocratiche sui visti. La burocrazia in questo caso uccide per davvero e chi ha collaborato con l’esercito italiano nella guerra al fondamentalismo islamico». Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri.

«Il governo emetta immediatamente un lasciapassare generale per ogni collaboratore -aggiunge- da far gestire al nostro comando militare. La Farnesina intervenga ora, non domani o dopo domani: è questione di vita o di morte per chi in Afghanistan ha collaborato con l’Italia e l’esercito italiano che non può essere lasciato nelle mani dei talebani, degli aguzzini islamisti» .


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