Ora Palamara si è messo in testa il Parlamento: correrà alle suppletive di Roma. Oggi l’annuncio

6 Ago 2021 11:14 - di Michele Pezza
Palamara

Radiato dalla magistratura, si lancia in politica. Va alla ricerca di una seconda vita Luca Palamara. La prima è finita malissimo. Gli restava la flebile speranza del ricorso, ma le Sezioni Unite della Cassazione ne hanno fatto coriandoli. Per lui la toga è ormai solo un ricordo. Ma l’ex-potentissimo capo dell’Anm non ha nessuna voglia di gettare la spugna e già gira voce che voglia candidarsi al Parlamento nelle suppletive di Roma. Lo racconterà lui stesso nella conferenza stampa convocata per le 15 di oggi nella sede romana del Partito radicale. La risalita comincia lì, sebbene sia lecito immaginare col senno di poi che un “piano B” lo covasse da tempo.

Palamara è stato radiato dalla magistratura

In tal senso, gli torna utile come trampolino di ri-lancio anche il libro (Il Sistema) scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti. Tanto più che di cose da raccontare Palamara ne ha davvero tante. Il libro ne raccoglie solo una piccola parte, connessa per lo più alle dinamiche delle grandi Procure. Ma i tentacoli dell’ex-toga arrivavano ovunque. I magistrati che non ne sono stati neppure sfiorati si contano davvero sulle dita di una sola mano. Ricoprisse il ruolo di capo dell’Anm o di leader di Unicost, era Palamara il crocevia obbligato per nomine e promozioni. Gli è andata bene finché ha operato con le correnti di sinistra.

Ha pagato da solo i guasti del correntismo

Le stesse che non gli hanno perdonato di aver cercato sponde a destra per piazzare l’ex-procuratore capo di Firenze, Viola, al vertice della procura di Roma. Il resto lo ha raccontato il trojan inoculato nel suo cellulare, grazie al quale è emerso l’incontro dell’hotel Champagne di Roma con altri cinque togati (sospesi dalle funzioni) e i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri. Mettere a capo del più importante Ufficio giudiziario italiano un magistrato non indicato dalle correnti di sinistra è come bestemmiare in chiesa. I sepolcri imbiancati hanno gridato allo scandalo e Palamara, che non ha mai ballato da solo, ha pagato da solo. Per questo medita quel ritorno che, si sa, s’accompagna sempre alla vendetta.

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