Obbligo vaccinale, tra gli esperti c’è chi frena: «È una soluzione disperata», «non è realizzabile»

mercoledì 25 Agosto 10:05 - di Emanuele Valci
obbligo vaccinale

In molti lo danno per scontato, il governo punta all’obbligo vaccinale. Il presupposto è la piena approvazione in Usa da parte della Fda al Pfizer. Questo, afferma oò virologo Massimo Crisanti, «mette fine all’infinita tiritera del vaccino sperimentale». Cioè alla tiritera «che abbiamo ascoltato in questi mesi» da chi dice no all’iniezione scudo. «Il vaccino non è sperimentale, punto. Quanto al fatto che si spiana la strada a forme di obbligo vaccinale, per l’Italia credo che ci stiamo avviando verso obblighi di settore. Escluderei si arrivi a un obbligo generalizzato».

Obbligo vaccinale, non c’è ancora intesa

«Anche se la proposta della Cisl» di varare una legge che istituisca l’obbligo per tutti, «non è stupida, risolverebbe vari problemi. Se l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid è messo per legge, è una legge dello Stato e non si deroga. Poi sarebbe analogo ad altri obblighi che ci sono. Ritengo però non sia realizzabile. Occorrerebbe un’omogeneità di vedute che in questo momento anche a livello di compagine governativa non mi pare ci sia».

Si guarda a determinate categorie

L’obbligo di popolazione non sembra una meta a portata di mano. Più plausibile è «rendere obbligatoria la vaccinazione per alcune categorie che sono critiche a livello anche di possibilità di trasmettere l’infezione» dice all’Adnkronos. «Penso a sanitari, insegnanti, a chi sta nel pubblico e svolge una funzione diretta di presenza con il pubblico».

«È una soluzione controproducente»

«L’obbligo vaccinale è una soluzione disperata. Al momento sarebbe controproducente e sproporzionata rispetto alla situazione sanitaria». Lo sottolinea Guido Forni, accademico dei Lincei, in un’intervista a “La Stampa”. «Non bisogna rinunciare a spiegare i vantaggi individuali e sociali dei vaccini, evitando di cadere nella tentazione del pensiero unico. Già il Green Pass è una misura delicata, che crea qualche problema di libertà. Anche se alla fine risulta utile a spronare i cittadini e a premiarli quando si proteggono».Nonostante la fatica della campagna vaccinale non è giusto imporre l’obbligo a tutti? «No, lo troverei sensato solo davanti a una grave recrudescenza della pandemia. Oppure al rifiuto generalizzato del vaccino».

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