Il trucchetto per ottenere il Green pass: si fingono guariti senza essere mai stati malati

martedì 3 Agosto 10:38 - di Redazione
green pass

Si fingono guariti dal Covid,  ma senza mai essere stati malati. Perché? Semplice, per ottenere il “benedetto” Green pass in modo più semplice. E senza vaccinarsi. Il caso viene segnalato dal Messaggero, al quale si sono rivolti i medici di base denunciando vari episodi: «C’è chi si presenta in studio con fogli scarabocchiati, senza carta intestata, senza un telefono. Ci dicono: sono vecchi referti del tampone in farmacia, ero positivo mesi fa ma non l’avevo detto. E naturalmente vogliono l’attestato di guarigione per il Green pass».

Green pass, molti “ci provano”: la denuncia dei medici di base

E’ il racconto al quotidiano romano oggi in edicola di  Giampiero Pirro, medico di Portonaccio e responsabile comunicazione della Fimmg. Per la federazione dei medici di medicina generale sarebbero almeno 300 i casi segnalati  a Roma e nel Lazio. Casi che si sarebbero cresciuti in maniera esponenziale in seguito al varo del decreto del governo sul pass vaccinale, ossia negli ultimi 10 giorni. Molti i tentativi di raggiro: “Qualcuno si è rivolto direttamente alle Asl. Non sapendo forse che portare a casa il certificato senza uno straccio di prova chiamando in causa i funzionari del Sistema sanitario regionale, è un’impresa. Molto più ardua che col medico di fiducia: «Negli ultimi giorni, solo qui all’Asl Roma 3, abbiamo rifiutato 10 richieste di certificati di guarigione: erano persone non vaccinate e nessuna risultava essere mai stata malata». Lo racconta al Messaggero Stefania Iannazzo, la direttrice del Servizio di igiene e sanità pubblica.

Green pass: “Per noi medici è tutto molto complicato”

Capire chi mente e chi no non è difficile quando si chiamano in causa le  Asl: «Basta incrociare il numero della tessera sanitaria con la nostra banca dati, dove sono caricati in automatico tutti i referti positivi e quelli negativi, per chi è guarito. Se una persona non compare nel server, non possiamo rilasciare l’attestato». Semplice, in questi casi. ma quando ci si rivolge al medico di famiglia è diverso. “Gli ambulatori non hanno accesso diretto al data-base della Pisana”. Il che rende tutto più complicato e artigianale. “E discrezionale. Sta al medico, insomma, firmare o no. Proprio per questo la Fimmg ha dato indicazioni molto stringenti ai propri iscritti: «Siamo stati chiari: possiamo rilasciare l’attestato di avvenuta guarigione soltanto se abbiamo diagnosticato noi il contagio all’epoca dei fatti oppure se siamo davanti a documenti che provano effettivamente la malattia», spiega Pier Luigi Bartoletti, il segretario romano della federazione dei medici di base. Di che documenti si tratta?

Green pass e trucchetti: “Senza documentazione non firmiamo proprio niente”

I documenti che servono sono i seguenti: l’esito di tamponi molecolari rilasciati dalle Asl, referti di un eventuale ricovero. In assenza di tale documentazione che attesti l’avvenuta malattia e la conseguente guarigione, niente green pass. Anche perché i medici di base rischiano grosso: “Firmando, rischiamo d’incappare nel reato di falso». Altro caso ancora. A tentare il trucchetto  di farsi passare per guarito dal Covid, senza essersi  mai contagiato, anche qualche italiano vaccinato all’estero e rimasto nel limbo della burocrazia. Per esempio chi si è fatto inoculare lo Sputnik e oggi non riesce a ottenere il Green pass. Lo racconta a Lorenzo De Cicco del  Messaggero Michele Lepore, medico di base con 1.600 mutuati nel quartiere Vigne Nuove: «Un paziente che lavora in Russia – si legge nella sua testimonianza- si è vaccinato lì con tutta la famiglia in primavera. Ora non riesce ad avere il certificato in Italia. Al centralino, sia della Regione che del Ministero, non sapevano che rispondergli; qualcuno gli ha suggerito di farsi attestare una guarigione inesistente. Ho dovuto dire di no».

Un sistema pieno di falle

Certamente un sistema pieno di falle, che il governo avrebbe dovuto testare nei suoi meccanismi prima di farne il lasciapassare per la vita civile delle persone.  C’è poi chi pietisce per davvero il certificato, ossia chi è guarito veramente, ma da più di 6 mesi: cioè il limite massimo fissato dalla legge per ottenere il lasciapassare senza il vaccino. I medici di base non possono fare nulla in questi casi. «Ci dicono: ma dottore, ho gli anticorpi ancora alti, mi dia il pass lo stesso – racconta Dante Coccia, medico di base a Tor Bella Monaca -. Ma se una regola c’è, non possiamo aggirarla. Altrimenti, per noi, sono guai».

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