Il Gay center contro Jacobs per un tweet sui trans di 9 anni fa: ma era la battuta di un 17enne

martedì 3 Agosto 13:12 - di Angelica Orlandi
Jacobs Gay Center

Dopo il travaso di bile degli Usa per la vittoria di Marcell Jacobs, il velocista nato in Texas e di nazionalità italiana che ci ha consegnato uno storico  trionfo, arriva l’attacco del mondo gay. Gay center  si è messo a spulciare nel passato remoto del campione italiano per denigrarlo. Motivo:  un post presuntamente transfobico di nove anni fa. Quando Jacobs aveva 17 anni. Il metodo è pericoloso.

Gay center contro Jacobs per un tweet

Se Times di Londra e WP paventavano la possibilità che l’azzurro fosse dopato per gettare una nube di sospetto sul nostro atleta. Ora, a breve giro di posta,  il mondo gay arriva a fare addirittura uno “storico anagrafico” dei post di Jacobs, all’epoca un ragazzetto. Il fatto è segnalato da Libero online. Gay Center è  un’associazione che si trova a Roma e che promuove e tutela le persone Lgbt. Ha scovato su twitter un  cinguettio datato 13 agosto 2012. Come accade a quell’età dopo una serata con amici in discoteca,  l’adolescente Marcell Jacobs scriveva: “E stasera al *** ci sono state 2 figure di mer***! La prima: *** che cade davanti a tutti; la seconda: Alessandro che balla davanti a un trans“. Seguono emoticon spiritosi. Voleva essere quello che è, una cosa spiritosa, una battuta. Ma tanto basta per scatenare una caccia alle streghe.

Gay center a Jacobs: “Prenda le distanze”. Il campione aveva 17 anni

Gay Center ha rilanciato su Fb questo cinguettio,  aggiungendo un commento velenoso: “Jacobs: spunta post transfobico. Prenda le distanze e si unisca alla corsa dei diritti. Prendere le distanze da un post di quando era  un adolescente ha del ridiciolo. Magari accadrà, ma il metodo sconcerta. Questo il post di Gay center su Fb: “Ci segnalano un post dove il centometrista Marcell Jacobs , oro olimpico di Tokyo, utilizza un linguaggio transfobico nei confronti delle persone trans. Diversi anni fa Jacobs aveva infatti denigrato un suo amico, colpevole, secondo lui, di aver ballato con una ragazza trans:  tra l’altro definita al maschile con le parole “un trans”.

Il web: “Ma che siete il Kgb?”

Prosegue: “Un linguaggio sicuramente da condannare; in quanto stigmatizza le persone trans, come se ballare con una ragazza trans fosse qualcosa da evitare e di cui vergognarsi. Ci auguriamo che Jacobs prenda le distanze da tale affermazione...”. Anche gli operatori di Gay center la buttano in politica e vorrebbero trascinarlo per la giacchetta: “Jacobs ha il dovere di schierarsi a favore dei diritti e per questo ci aspettiamo che aiuti l’Italia a correre in tale direzione“. Il post si conclude con l’invito a  Jacobs a partecipare al Rieti Lazio Pride l’11 settembre prossimo. Sui social nasce un dibattito. Risponde un utente alla “scoperta” del Gay center: “Andare a scovare un post di 9 anni fa è imbarazzante anche solo pensarlo. Ma che siete il KGB? Questo è un ottimo modo per far passare dalla parte del torto una lotta giustissima. Crescete dai“.

Dalla richiesta di diritti a distruggere la vita delle persone

Molto opportuno un altro commento al di sopra di ogni sospetto, in quanto scritto da un sostenitore Lgbt: “Parlare di diversità sessuale oramai è diventato come camminare sulle uova: basta un errore e subito sei qualcosafobico; e sta roba sta diventando veramente frustrante perfino per gente come me che la comunità lgbt l’ha sempre supportata. Ma ora anche io mi sono stancato, siamo passati dal richiedere diritti sacrosanti  a soppesare parole e post di una vita fa per creare polemica e distruggere la vita delle persone. Queste non sono battaglie per eliminare l’omofobia ma per crearne di nuova”.

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