Il delirio di Di Battista per salvare la faccia a Conte: «Parlate con i Talebani, hanno vinto loro»

sabato 21 Agosto 13:21 - di Giorgio Sigona
di battista talebani

«Ai talebani di essere “riconosciuti” importa poco o nulla. Sono i vincitori della guerra in Afghanistan. E, piaccia o non piaccia bisogna parlare con loro». Lo scrive Alessandro Di Battista, in un lungo editoriale pubblicato dal giornale online Tpi.it. E con queste parole avvalora la tesi che Conte ha parlato come lui. Una supposizione, questa, venuta fuori da alcune indiscrezioni dei grillini imbarazzati dall’ex premier.

Di Battista e il dialogo con i Talebani

Non considera chi sono i Talebani e cosa stanno facendo. Le loro atrocità e la prima fatwa. Di Battista si pone solo l’obiettivo di motivare il perché del dialogo con i Talebani. Un modo, questo, per salvare anche la faccia a Conte. Bisogna parlare, dice, «se si vuole avere un minimo di influenza su una terra strategica. O se, banalmente, si vuole dar seguito alle dichiarazioni contrite e mettere in piedi corridoi umanitari per migliaia di profughi. Punto».

«Non sarebbe nulla di nuovo»

«Oltretutto», aggiunge, «non sarebbe nulla di nuovo. Da anni ormai pezzi grossi dell’intelligence dei Paesi occidentali trattano con i talebani. Ci hanno trattato emissari di capi di Stato, dirigenti dei ministeri degli Esteri, Ong. Persino direttori di imprese straniere».

«Stomachevole scandalizzarsi»

«Io, sia chiaro, non provo alcuna simpatia per i talebani», puntalizza Di Battista. «Ma trovo stomachevole scandalizzarsi per come i talebani trattano le donne e fare affari con i sauditi. O considerare un “principe del rinascimento” Mohammad bin Salman, colui che ha ordinato l’assassinio e il conseguente smembramento del giornalista Khashoggi».

La guerra infinita

Di Battista prosegue: «Chi è davvero interessato alle condizioni di vita degli afghani dovrà parlare con i talebani». Gli afghani sono «martoriati da una guerra infinita, la cui maggior parte vive con meno di 2 dollari al giorno. I denari americani hanno corrotto l’establishment afghano, non hanno certo aiutato la popolazione».

Di Battista ci mette una pezza

«Se si vorranno aprire strutture sanitarie», dice ancora, «occorrerà parlare con i talebani. Se si volesse impedire che un Paese così importante si consegnasse ai cinesi come il fantasmagorico esercito afghano addestrato a suon di miliardi dei contribuenti Usa o europei si è consegnato ai talebani, beh, occorrerà trattare con loro».

 

 

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