Sgarbi si proclama “mullah Vittorio” e impone alle donne di Sutri il velo. La provocazione contro Conte

sabato 21 Agosto 9:30 - di Milena Desanctis
Sgarbi

Vittorio Sgarbi sempre più scatenato contro Conte e contro le sue dichiarazioni sui talebani. «Accolgo l’idea del dialogo “distensivo” con i talebani suggerito da Giuseppe Conte. E in nome dei valori cristiani, da domani, a partire dalle 18.00, su disposizione del sindaco, cioè mia, le donne di Sutri dovranno circolare con il velo secondo il costume della tradizione cristiana».

“Appello” di Sgarbi ai mariti  delle donne di Sutri

Sgarbi, come sindaco di Sutri vuole così richiamare, informa una nota pubblicata su Facebook, l’attenzione dei media sulla restaurazione del regime talebano che colpisce non solo usi e costumi, ma le più elementari libertà delle persone, soprattutto delle donne afghane.

«Non sarebbe infatti lecito – spiega Sgarbi – dimostrare minor fede nel nostro Dio che in Allah. I mariti delle donne di Sutri sono pregati di fare osservare queste misure. Il sindaco ha informato il Presidente Draghi e il ministro Speranza, che avevano già provveduto attraverso le mascherine a diffondere l’uso del burka. Il velo ne è una naturale conseguenza». Sgarbi, che si proclama “mullah Vittorio”, avverte anche l’opposizione: «Potrei applicare la legge della Sharia». E poi sui commenti scrive: «Da domani Sutri sarà Sgarbistan!».

Valanga di commenti

Tantissimi i commenti sui social al post. Scrive un utente: «È chiaramente una provocazione di una mente sempre attiva e non convenzionale e che conosce e apprezza il valore della libertà. Anche se la cosa mi fa sorridere penso che ci sia poco o nulla su cui scherzare. E sicuramente non bisogna mai piegarsi agli integralismi… io avrei preferito una giornata di nudità totale!». E un altro aggiunge: «Io invece proporrei che chi proviene in Italia da paesi dove le donne, purtroppo, devono indossare il burka, lo indossino obbligatoriamente gli uomini. Non lo indossi tornatene da dove sei venuto». E un altro commenta: «Non si capisce ancora com’è che il velo delle donne da portare in chiesa fosse qualcosa di discriminatorio e antiquato (giustamente direi). Mentre il velo islamico è intoccabile perché si tratta di una questione religiosa. In pratica i concetti di giusto e sbagliato si fermano solo e solamente di fronte alla religione islamica. (Che tra l’altro è l’unica che ancora taglia teste in giro per il mondo). Misteri del globalismo di oggi…».

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