I più grandi cantautori hanno citato Dante nelle loro canzoni: tante sorprese nella lista degli artisti

venerdì 20 Agosto 11:15 - di Liliana Giobbi
Dante

Dante Alighieri? Una popstar. Ma anche un metallaro e un rapper. Nel Novecento l’autore della Divina Commedia è il “Top of the Pop”. È il più citato dai parolieri fra i classici della letteratura italiana. Lo dimostra il giornalista e critico musicale Giuseppe Attardi, autore del libro “Dante rockstar. L’influenza del Sommo Poeta nella storia della musica pop”, fresco di stampa da Contanima.

Dante nei brani dei grandi della nostra musica

La presenza del gigante della letteratura italiana nelle canzoni deriva spesso da reminiscenze scolastiche. Sorprende rintracciarlo oltre i confini nazionali. Attardi indica “prove” che conducono a brani di artisti anglosassoni come Bob Dylan, Leonard Cohen, David Bowie, Kurt Cobain. E ancora: Thom Yorke, Derrick Green dei Sepultura, Tangerine Dream, Coldplay.

Da Roberto Vecchioni a Lucio Battisti

L’immaginario de1ll’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso è stato declinato in tutti i generi musicali. L’opera di Dante è un “luogo” metafisico nel quale grandi cantautor hanno scavato. Tra i nomi ci sono quelli di Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Franco Califano, Luigi Tenco, Lucio Battisti e Mogol. Ma anche Vinicio Capossela, Clementino, Simone Cristicchi, Giuliano Sangiorgi, Biagio Antonacci, Francesco Gabbani.

Anche la Nannini ha attinto dalla Commedia

Nella lista c’è anche Gianna Nannini È distante da Dante ideologicamente (lei ghibellina senese, lui dal cuore guelfo). Nonostante ciò ha attinto dalla Commedia. La rocker senese, nel 2007, ha dedicato un intero album e dodici canzoni alla figura di Pia dei Tolomei “”Pia come la canto io”.

Antonacci si è ispirato a Dante e Beatrice

A Dante e Beatrice s’ispira anche Biagio Antonacci nel brano “In mezzo al mondo”. Infattiisalta nella frase “Grazie a questo straniero sorriso ho capito che c’è il paradiso”. Qui l’autore paragona implicitamente la donna a un angelo, il cui serafico sorriso è capace di aprirgli le porte del paradiso. Visione che ricalca quella del terzo stadio dell’amore descritto da Dante nella “Vita nuova”. La donna è un angelo, e l’amore che l’uomo prova per lei lo innalza fino a permettergli di ricongiungersi con Dio.

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