Giustizia, l’ok della Camera nella notte. 13 grillini assenti. E parte l’hastag “ConteServoDelSistema”

martedì 3 Agosto 9:00 - di Gabriele Alberti
Conte giustizia

E’ arrivato nella notte lo scontato  via libera della Camera ai due articoli-maxi emendamenti che costituiscono sostanzialmente la riforma della giustizia. Su cui il governo aveva posto la doppia fiducia. Per l’articolo 1 che riforma il processo penale si sono contati 462 favorevoli, 55 contrari e un astenuto; per il secondo i voti a favore sono 458, i contrari 46, un solo astenuto. La votazione finale in prima lettura è prevista per oggi; il Senato esaminerà il disegno di legge alla ripresa dei lavori parlamentari, ovvero dopo la pausa estiva. Ma sotto i riflettori erano i 5stelle e la tenuta della loro rissosa e divisa compagine. E i fatti hanno confermato che dalla vicenda giustizia il M5S capitanato dal presedente in pectore Conte è uscito con le ossa rotte. Nonostante i bizantinismi verbali sfoderati dall’ex premier.

Giustizia, 18 parlamentari M5S voltano le spalle a Conte

Lo spettacolo offerto è stato di questo tenore: movimento a pezzi, con alcuni  che si sono apertamente ribellati e una quarantina che in aula si sono sfilati per evitare di doversi dichiarare contrari. La prova del nove dello scompiglio interno è il fatto che sull’argomento non ci sarà alcuna consultazione on line degli iscritti. Una decisione che la dice lunga sulle divisioni interne al mondo cinquestelle.  Conte ha fatto cadere anche questo caposaldo del Movimento, forse l’ultimo. Secondo l’ex avvocato del popolo, la riforma della giustizia «non merita una votazione tra gli iscritti». Il motivo è da ridere. Conte ha la sottigliezza verbale di affermare  che «per tre quarti l’impianto normativo complessivo è targato Bonafede-M5s». Stendiamo un velo pietoso. Sta di fatto che alcuni parlamentari hanno definito la controriforma della riforma «un abominio».

Le protesta degli ex grillini: “Cartabianca per i ladri”

Stanotte sono stati in  13 i deputati del Movimento 5 Stelle che non hanno partecipato a entrambi i voti di fiducia sulla riforma del processo penale senza risultare in missione: quindi assenti “non giustificati”. I pentastellati assenti perché in missione risultano invece essere sette. Hanno deciso di voltare le spalle a Conte, nonostante questi si ostini ad affermare che la compattezza sarà la chiave del successo del m5s. Da registrare, poi, la rumorosa protesta dei deputati di Alternativa c’è in aula alla Camera. Il drappello di deputati di Ac ha esposto dei cartelli dove c’era scritto “Impunita’ di gregge” e “Cartabianca per i ladri”. “Il compromesso partorito in Cdm – ha affermato Francesco Forciniti – è un accordo al ribasso che non salva nulla anzi peggiora la situazione. La riforma Cartabia fa schifo. Siete falsi e ai falsari che falsari che ci chiedono di votare la fiducia noi rispondiamo no. Ci fa schifo questa riforma Cartabia e lo vostra visione di paese”. E  per Conte tira una brutta aria. E parte l’hastag su Twitter “Conte servo del sistema”.

Su twitter hastag  #ConteServoDelSistema

Basta andare sulle tendenze odierne del social. Un hashtag davvero duro nei confronti dell’ex premier, accusato dagli utenti di non aver mantenuto fede alle promesse che nel corso della sua esperienza a Palazzo Chigi aveva fatto agli italiani. Si contano oltre 50mila tweet con #ConteServoDelSistema. E’ il Giornale di Minzolini a fare il conteggio.  C’è poi un sottogruppo di tweet accompagnati daCon-te mai“, che fa il verso al vecchio  motto dei pentastellati (“Insieme ConTe”). Conte in rete viene demolito e raffigurato con gli elementi tipici di un pagliaccio: contro di lui si ritorcono le parole  quanto aveva proclamato in occasione del crollo del Ponte Morandi: “Abbiamo già anticipato che avvieremo la procedura di revoca della concessione alla società Autostrade“. Da qui le critiche degli elettori grillini delusi: “Il Movimento 5 Stelle, quello vero, quello con i valori, doveva e voleva revocare ai Benetton le concessioni di Autostrade. Ma poi è arrivato lui, #ConteServoDelSistema, ed è cambiato tutto”.

La rete: “Conte fuoco di paglia, andrà in cenere”

In molti sono convinti che è cambiato totalmente il paradigma che aveva fatto del Movimento la terza via, l’alternativa al classico bipolarismo: “Tutto azzerato. Folla in delirio ora applaude colui che altro non è che un fuoco di paglia… Presto ne raccoglierà le ceneri”. Un altro utente promette battaglia e assicura che la storica base non permetterà “di vanificare 15 anni di lotta assoggettando il Movimento ad un dispensatore di monologhi evanescenti e sorrisi di circostanza, servo degli affaristi di palazzo”. Intanto, oggi alle 22 si concluderanno le votazioni online sul nuovo Statuto del M5s. Aperte le urne virtuali su SkyVote. Risultato non scontato…

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