Covid, si va verso la terza dose. «Si comincia dai fragili». C’è chi frena: «Prima il vaccino a tutti»

sabato 14 Agosto 9:08 - di Paolo Sturaro
terza dose

Cresce l’ipotesi della terza dose del vaccino anti-Covid. Gli esperti non escludono che la somministrazione possa avvenire in tempi brevi. La questione di fondo è seguire la strada giusta, da chi cominciare e come procedere. Ma, come avvenuto in passato, non c’è ancora unità di intenti.

L’immunologo Clerici sulla terza dose

«A oggi non c’è nessuna evidenza scientifica che indichi la necessità di effettuare una terza dose». A spiegarlo all’Adnkronos è Mario Clerici, docente di immunologia dell’università degli Studi di Milano. «Anzi, i dati che stanno uscendo suggeriscono che la memoria immunologica sarà a lungo termine e solida. Non c’è nessun dato che suggerisca che occorrerà. Detto questo, lo scopriremo andando avanti se sarà necessaria. In questo momento bisogna coprire prima tutti i Paesi, anche quelli a medio-basso reddito. Questo, «prima di lanciare una nuova campagna per la terza dose».

Ecco da chi iniziare

Un nuovo lockdown? «Credo proprio di no». Lo afferma il professor Luca Richeldi, del Policlinico Gemelli, in un’intervista a “Il Giornale”. «Ormai la percentuale di persone vulnerabili protette dal vaccino è consistente. E dovrebbe consentire alle strutture sanitarie di reggere il carico di quella minoranza che è rimasta indifesa. Una minoranza che quindi si potrebbe ammalare, anche gravemente«Le persone con ridotta funzionalità del sistema immunitario dovranno essere le prime a ricevere un’eventuale terza dose di vaccino», dice Richeldi. L’esperto si dice favorevole alla vaccinazione per gli under 12.

Seguire l’obiettivo dei vaccini

L’obiettivo: «Non dare più chance al virus di mutare», afferma a sua volta Clerici. L’esperto punta l’attenzione sulla necessità di una copertura vaccinale globale contro il rischio nuove varianti. E, allo stesso tempo, però, rassicura su quelle che in questo momento sono nel mirino. Come la variante Lambda, che ha avuto diffusione in particolare in Sud America. «La variante Lambda non sembra avere una patogenicità particolare o essere un problema serio. Però il mestiere del virus è quello di cercare di adattarsi all’ospite. Quindi continuamente cerca di migliorare».

L’immunità di massa

«I virus non vogliono uccidere l’ospite. Ma sviluppare forme in grado di resistere a sistema immune e ai vaccini. Per ora i vaccini coprono tutte le varianti. Anche se conosco persone vaccinate con doppia dose che si sono infettate con la Delta».

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