Conte sempre più legato al Pd, spunta l’ipotesi del partito unico. E i grillini sono furibondi

venerdì 20 Agosto 9:45 - di Milena Desanctis
Conte

Conte dopo il Nord sbarca al Sud e va a Napoli e Salerno dove trova in agguato Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione, famoso per i suoi attacchi ai grillini, lo stuzzica e lancia la proposta del partito giallorosso. L’intemerata costringe Conte a rispondere. «Mi sembra una fuga in avanti». Un concetto che ribadisce a Salerno, feudo di De Luca, dove il M5S appoggia la civica Barone, avversaria del deluchiano Enzo Napoli. «Il partito unico non è nell’ordine delle cose attuali – dice il leader M5S – ma dobbiamo vivere questo con grande serenità». Poi ritorna sull’argomento e spiega di nuovo che «a Napoli abbiamo fatto un patto che ci vede raccolti dietro un unico progetto, a Salerno non c’erano le condizioni».

Conte, partito unico col Pd

Ma il timore del partito unico con il Pd sta tenendo alta la tensione nel M5S. Sono in molti a temere che Conte si stia legando sempre di più mani e piedi con il Pd ed Enrico Letta. Una fonte stellata di primo piano racconta al Giornale: «De Luca ha provato a farlo scoprire, perché in tanti sanno che la vera tentazione di Conte è il partito unico». Con l’obiettivo, ormai chiaro a molti, di tornare al più presto a Palazzo Chigi.

I timori dei 5S

I grillini sono furibondi,  temono che Conte li possa sacrificare pur di raggiungere il suo obiettivo. E una formazione unica, oppure una coalizione costituita prima, faciliterebbe la corsa a palazzo Chigi dell’ex presidente del Consiglio. Conte cerca di tenere un profilo basso e dove può spinge per la formazione di liste civiche senza simbolo del M5S. In Campania, ha avallato la desistenza nella Benevento di Clemente Mastella. I malumori tra i pentastellati sono tanti. Ma Conte tira dritto per la sua strada.

Caos a Milano

Intanto, come riporta il Giornale, a Milano è caos. Gli attivisti, scrive il quotidiano, «vogliono che sia candidata Elena Sironi e si parla anche di Layla Pavone, manager nel Cda della società editrice del Fatto Quotidiano. In campo l’ipotesi del ticket tra le due, ma non è esclusa una rinuncia del M5S alla corsa».

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