Allarme rosso dell’Onu, crisi climatica mai così rapida: è irreversibile. Ecco a cosa si va incontro

lunedì 9 Agosto 17:31 - di Prisca Righetti
clima Onu

Clima, l’allarme rosso dell’Onu sigla a caratteri di fuoco l’ultimo report sul clima. E sentenzia: la crisi non è mai stata così veloce. È irreversibile. Lo confermerebbero i dati su riscaldamento terrestre, mari, Artico. Riscontri e raffronti che consentono anche di delineare il futuro a cui andremo incontro. Quello descritto dagli scienziati Onu che preannunciano «un aumento senza precedenti degli eventi climatici estremi» e impatti ormai «irreversibili» come lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento dei mari.

Clima, l’Onu sentenzia: la crisi è irreversibile

Mai così veloce l’innalzamento del mare, mai così alta la concentrazione di gas serra. Sos atmosfera, oceani, ghiacci. L’allarme che l’Onu lancia a seguito dell’ultimo report è netto e incontrovertibile: tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico stanno cambiando ad una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni. Mai così veloce l’innalzamento del livello del mare. Così come mai così elevata è risultata la concentrazione dei principali gas serra. E nel corso degli ultimi 50 anni la temperatura del nostro Pianeta è cresciuta a una velocità che non ha uguali negli ultimi 2.000 anni.

Clima, l’Onu: per i crimini contro l’ambiente c’è un solo responsabile

Insomma, i dati del sesto Rapporto dell’Ipcc (AR6), l’International Panel on Climate Change, riassunti e forniti da Cnr-Isac, e riferiti tra gli altri dall’Adnkronos, parlano chiaro e non lasciano margini di dubbio: per i crimini contro l’ambiente c’è un solo responsabile. Ed è l’uomo. Tutti i parametri saltati, i limiti superati, i riscontri effettuati con studi progressivamente portati avanti nel tempo, indicano che lo sconvolgimento climatico in corso è inarrestabile. La temperatura media globale del pianeta, registra e riporta allora il sito dell’Adnkronos, nel decennio 2011-2020 è stata di 1,09°C superiore a quella del periodo 1850-1900. Con un riscaldamento più accentuato sulle terre emerse rispetto all’oceano. E la parte preponderante del riscaldamento climatico osservato è causata dalle emissioni di gas serra derivate dalle attività umane.

Clima, il report dell’Onu: cambiamenti climatici mai così veloci

Di più. Secondo quanto spiegato da Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tra gli autori del sesto Rapporto Ipcc: «È ormai accertato che le attività dell’uomo hanno causato il riscaldamento del clima. E che questo sta evolvendo in modo molto più rapido rispetto al passato a causa delle sempre crescenti emissioni antropiche di gas serra. Principalmente CO2 e metano, che hanno raggiunto livelli di concentrazioni in atmosfera mai riscontrati negli ultimi 800mila anni».

Anche frequenza e intensità di eventi estremi testimoniano una crisi da codice rosso

Non solo. «Molte evidenze – prosegue il ricercatore – testimoniano il riscaldamento del clima. Ad esempio, negli ultimi decenni la temperatura della Terra è cresciuta a una velocità che non ha uguali negli ultimi 2000 anni. L’innalzamento del livello del mare nell’ultimo secolo è stata di 20 cm, con una velocità di crescita accelerata nell’ultimo decennio di più del doppio rispetto al secolo scorso. L’estensione dei ghiacci dell’Artico ha raggiunto oggi il suo minimo rispetto agli ultimi mille anni. E la frequenza e intensità di eventi estremi sono cresciute rapidamente negli ultimi decenni in ogni regione del globo».

Il livello del mare cresce a una velocità mai sperimentata prima

Proprio riguardo il mare, gli studi accreditati segnalano, come anticipato, che a seguito del riscaldamento climatico, il livello medio dell’innalzamento del livello del mare fra il 1901 e il 2020 è stato di 20 cm. Con una crescita media di 1,35 mm/anno dal 1901 al 1990. E una crescita accelerata di 3,7 mm/anno fra il 2006 e il 2018. L’aumento medio del livello del mare è cresciuto a una velocità mai prima sperimentata, almeno negli ultimi 3.000 anni e l’acidificazione delle acque dei mari sta procedendo a una velocità mai vista in precedenza, almeno negli ultimi 26.000 anni.

Emissioni gas serra: oggi la concentrazione più elevata degli ultimi 800.000 anni

Sempre in materia di aumenti, le emissioni antropiche dei principali gas serra sono ulteriormente cresciute, raggiungendo nel 2019 concentrazioni di 410 parti per milione (ppm) per CO2 e 1866 parti per miliardo (ppb) per il metano. La concentrazione dei principali gas serra è oggi la più elevata degli ultimi 800.000 anni.

L’Artico, una riduzione dei ghiacciai terrestri senza precedenti

Nell’ultimo decennio l’estensione dei ghiacci dell’Artico durante l’estate è stata la più bassa degli ultimi 1.000 anni e la riduzione dell’estensione dei ghiacciai terrestri non ha precedenti negli ultimi 2.000 anni. Numeri, riscontri e raffronti che sentenziano quanto dichiarato, tra gli altri, da Susanna Corti, ricercatrice dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, anche lei tra gli autori del sesto Rapporto dell’Ipcc. Secondo cui: «Alcune conseguenze dei cambiamenti climatici in atto sono irreversibili su scale temporali dell’ordine di centinaia di anni. In particolare, questo è vero per l’oceano. Il ghiaccio marino artico. E il livello del mare, che continuerà a salire nel corso del 21esimo secolo».

I possibili scenari del futuro climatico dell’Europa e del Mediterraneo

Ma allora, cosa ci aspetta? Quali i possibili scenari del futuro climatico dell’Europa e del Mediterraneo? “La risposta di ricercatori e scienziati è univoca: «Quello che ci aspetta, dati alla mano, è Europa e un Mediterraneo sempre più caldi e siccitosi». Del resto, la pandemia da Covid-19 ha fatto da cartina di tornasole. Permettendo di condurre un esperimento altrimenti impensabile: la riduzione in tempi brevissimi delle emissioni di inquinanti atmosferici e gas serra dovuta ai lockdown, estesi praticamente in tutto il mondo...

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