Selvaggia Lucarelli, feroce stroncatura di Concita De Gregorio a “In Onda”: “Una gatta morta”

venerdì 2 Luglio 11:20 - di Alberto Consoli
Selvaggia Lucarelli Concita De Gregorio

“Concita De Gregorio? Un ologramma”. Quando si dice “solidarietà femminile”, Selvaggia Lucarelli scende subito in pista. Le sono bastate le prime puntate di “In Onda”, condotto dal duo Parenzo-De Gregorio su La7 per stroncare in grande stile la conduttrice che ha preso il posto di Luca Telese. Le parole della Lucarelli sono forti, livorose. La presenza della neo conduttrice doveva forse “innaffiare le quote rosa?” o le “quote rosse”?. Macché. “L’unica quota rosa è rappresentata, appunto, dalla De Gregorio che nelle prime tre puntate ha invitato solo uomini (Fico, Salvini, De Bortoli, Floris). E riguardo le quote rosse, be’, con Salvini ospite non abbiamo visto una gatta più morta di lei, neanche dopo un giro di polpette avvelenate in una colonia felina”. Prima cannonata.

Selvaggia Lucarelli stronca Concita De Gregorio e la Palombelli

Selvaggia Lucarelli ama i paragoni, così per deplorare lo stile di Concita De Gregorio si mette a svillaneggiare anche Barbara Palombelli nel suo articolo sul “Fatto” oggi in edicola: “L’unica quota che rappresenta la De Gregorio è, televisivamente parlando, la quota Palombelli: sguardo fisso in camera che sembra però mirare un punto indefinito nello spazio e nel tempo o, in alternativa, un Poltergeist. È quello sguardo che sa di inconscio collettivo, ovvero c’è dentro tutto: dal brodo primordiale all’energia nucleare, dall’Unità ai Parioli, ma alla fine non sai più bene cosa. E c’è quella flemma alla Palombelli un po’ composta e un po’ conturbante; quelle parole lente, trascinate come note vocali che però puoi ascoltare a una velocità inferiore:  una roba che dopo 5 minuti di In Onda ti chiedi perché. Perché dopo tanta fatica deve arrivarequestaspecie di variante Delta di Otto e mezzo” . Una stroncatura, un’annientamento.

Selvaggia Lucarelli contro Concita De Gregorio: Salvini parla e lei zitta

Un pezzo scoppiettante quanto velenoso. Quanto furore ha covato Selvaggia Lucarelli per infierire in modo così livoroso?  Non staremo certo a difendere Concita De Gregorio e il suo atteggiamento da maestrina radical -chic da sempre sbattuto in faccia alla destra.  Con il ditino alzato e l’espressione saccente. Ma fa ridere questa continua guerra alle donne ingaggiata dalla Lucarelli. Inflessibile e “cattiva” con la Meloni: fece le pulci in maniera indecorosa al libro della leader di FdI, l’unica donna leader di partito. Sotto i suoi strali sono passati la direttrice d’orchestra Venezi, prima ancora Michelle Hunzingher per arrivare a Belen. Per non parlare delle donne- ballerine “bastonate” in tanti anni quale giurata a “Ballando con le Stelle“.

“In Onda”? “Meglio una tripla dose di AstraZeneca”

Tornando a “In Onda” e a  Concita, la Lucarelli afferma che già a guardare gli spot promozionali  “veniva voglia di farsi una tripla dose di AstraZeneca. Ma a non andargli giù è stata la De Gregorio al cospetto di Salvini, che nella puntata di giovedì era ospite in collegamento. La Lucarelli ha avuto un travaso di bile. Troppo “inginocchiata”.  Nello specifico – scrive l’editorialista-  “Salvini appare in collegamento e inizia subito la sua retorica cristiana; augurando a tutti un “Buon San Pietro e Paolo”. E la De Gregorio che fa? Esulta: “Io ne ho tantissimi in famiglia!”. Non va giù alla Lucarelli che “Matteo Salvini, al cospetto di Concita, riesce a spiegare tutte le sue posizioni,  indisturbato. Preferiva la rissa.

“Temevamo la quarta ondata, invece è arrivata lei”

Poi sottolinea un inciampo in una domanda in cui la De Geegorio in realtà non si capisce dove voglia arrivare: “Lei è un po’ come Conte rispetto… rispetto a Bossi.. cioè… quel che Conte è rispetto a Salvini… cioè lei è rispetto a Bossi quel che Conte è rispetto a Grillo?”. Insomma, fa un pastrocchio. Annota Selvaggia: “Parenzo trattiene l’ilarità, la sua cravatta, per la mancata espettorazione di ilarità, va in autocombustione. Insomma, Salvini dice tutto quello che vuole. “Concita è ologramma”, scrive stizzita Lucarelli. Che infierisce: “Temevamo la quarta ondata. È arrivato In Onda con Concita. Quando si dice la solidarietà femminile...

 

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