Scuola, presidi scatenati: invocano il vaccino obbligatorio per prof e studenti e guerra alla dad

giovedì 8 Luglio 10:27 - di Lara Rastellino
vaccino ai prof

Scuola, i presidi, furibondi per lo stato dell’arte delle immunizzazioni di prof e studenti, sono sul piede di guerra. E così, mentre invocano il vaccino obbligatorio per prof e studenti. Dichiarano guerra contro un possibile ritorno della dad, sul quale annunciano: sarà “disobbedienza civile”.

Presidi sul piede di guerra: vaccino obbligatorio a prof e studenti

Più precisamente, in un comunicato ufficiale il presidente nazionale del Sindacato Dirigenti Scuola, Attilio Fratta, dichiara: «Proporrei l’obbligatorietà per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici. Se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni». E per dare seguito alle intenzioni annunciate nero su bianco, il sindacato ha previsto per oggi un sit-in sotto al ministero della Pubblica istruzione (Miur) a Roma alle 11, al fine di ottenere un incontro dal ministro Patrizio Bianchi su ripartenza a settembre e nuovi incarichi.

Scuola, sulla ripartenza di settembre aleggia lo spettro della dad

Già, perché sulla ripartenza di settembre aleggia già lo spettro della dad. Rispetto al quale Fratta e sindacato di riferimento, come sottolineato dal sito di Rainews, asseriscono: «Basta Dad o sarà disobbedienza civile». E subito dopo: «Chiediamo la risoluzione immediata dei nodi più critici legati alla mobilità e all’affidamento dei nuovi incarichi. Rendendo disponibili le 370 sedi illegittimamente sottratte», afferma Fratta. Che poi inserisce nelle rivendicazioni di settore, la vexata quaestio contrattuale. «Ricordiamo poi – recita la nota – che il nostro contratto è scaduto il 31 dicembre 2018: da oltre due anni, dunque, aspettiamo l’allineamento retributivo e il mantenimento degli altri impegni già assunti dal governo».

I presidi, obbligo di vaccino per i prof come per i medici

Una posizione netta. Sostenuta con argomentazioni e dichiarazioni tranchant, quella del sindacato, che sul rientro scolastico ha proclamato lo stato di agitazione. «La socialità – afferma Fratta – è alla base dell’istruzione. Il Covid ha già costretto i nostri ragazzi al distanziamento sociale per troppo tempo. L’anno scolastico deve iniziare in presenza e in sicurezza:. Basta Dad!». E anche sui vaccini la linea dei presidi è delineata e dettata. «Io proporrei l’obbligatorietà – rilancia Fratta – per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici».

Presidi pronti a tutto: dallo sciopero della fame e della sete alla disobbedienza civile

Perché, rilevano i presidi, «se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni». E infine: «Se il Ministero non attiverà urgentemente il promesso tavolo della Dirigenza e non onorerà gli impegni presi», il sindacato annuncia battaglia. Dicendosi già «pronto a far scattare, con il nuovo anno scolastico, un sit-in con sciopero della fame e della sete a oltranza. Fino ad arrivare alla proclamazione della disobbedienza civile».

Il caso Astrazeneca che ha infierito sulle vaccinazioni dei prof

Anche se, sull’intera questione, va detto anche quanto opportunamente sottolineato da Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Il quale, intervenendo sulla ripartenza a settembre ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, sulla vaccinazione del personale scolastico ha rilevato: «C’è stato il vaccino privilegiato per il mondo della scuola che è stato l’Astrazeneca. Un siero che, come noto, ha subìto una pubblicità negativa, che ha ingenerato un sentimento di sfiducia rispetto a questo vaccino. Dunque, credo che giustamente qualcuno abbia esitato».

Intanto il calendario corre…

«Non penso che questi 200mila operatori scolastici non ancora vaccinati siano no vax. Credo piuttosto che siano ben consapevoli del fatto che vaccinarsi sia giusto: solo che non si sono fidati di Astrazeneca. E non posso dargli torto visto quello che è successo. Ma dato che ci sono altri vaccini, serve una moral suasion in questo senso». Intanto il calendario corre e settembre, con la riapertura delle scuole, incombe...

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