Sara e Hanan abbandonate nel campo agonizzanti. “Le hanno lasciate morire per evitare l’espulsione”

9 Lug 2021 15:45 - di Carlo Marini
Sara Hanan

“Le hanno lasciate morire per evitare l’espulsione”. Ecco perché nessuno ha chiamato i soccorsi per Sara El Jaafari e Hanan Nekhla all’alba di venerdì scorso nei campi di Locate Triulzi, nel milanese, quando un macchinario agricolo le ha travolte e uccise.

Non c’erano solo due uomini con le ragazze nordafricane. In tutto, erano in sette sdraiati tra le piante. Tutti immigrati. Due di loro pregiudicati con il foglio di via già pronto. La testimonianza di una venditrice ambulante della zona è stata decisiva per identificarli tutti. La ricostruzione del Corriere della Sera è drammatica e raccapricciante.

Una notte di alcol e sballo alle porte di Milano

Ieri ha parlato con gli inquirenti l’immigrato di 35 anni che è stato rintracciato e sentito ieri sera dalla Procura di Lodi, identificato insieme a un 21enne. Il 35enne, che al momento è indagato per omissione di soccorso, ha raccontato di aver conosciuto le due donne la sera di giovedì 1 luglio e di aver trascorso la serata e la successiva nottata a consumare alcolici e droga, dapprima a casa di una conoscente e poi all’interno del campo di mais.

Il gruppo era radunato in uno dei boschi della droga


Nelle campagne, al gruppo si erano uniti due uomini, anche loro marocchini, e una donna di nazionalità rumena. Anche con loro avevano continuato a bere e a consumare droga, finché, mentre si trovavano seduti a terra ad ascoltare musica, il mezzo agricolo è arrivato a pochi passi da loro. Forse intontiti dalla droga e poco lucidi, non sono riusciti a spostarsi immediatamente e il mezzo ha subito travolto le due giovani, che si trovavano più vicine alla sua traiettoria.

Sara e Hanan abbandonate dai loro connazionali ancora vive


Anche il 35enne è rimasto ferito al collo del piede sinistro, riuscendo però a scappare ed allontanarsi dal campo, senza più farvi ritorno né accertarsi delle condizioni degli altri. Sono tuttora in corso, spiegano i carabinieri del comando provinciale, le indagini per identificare e rintracciare tutti gli altri. Delle due ragazze marocchine, la più giovane, Sara, che ha avvertito il 112 dell’accaduto, forse avrebbe potuto salvarsi se qualcuno di quei cinque avesse aiutato i carabinieri a trovare il luogo dell’incidente.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *