Omofobia, FdI stana sinistra e Ue: «Condannino gli Stati in cui l’omosessualità è reato»

martedì 6 Luglio 12:16 - di Agnese Russo
fdi omosessualità

L’aveva annunciata Giorgia Meloni qualche giorno fa. Ora FdI ha presentato la mozione che «impegna il governo ad andare in Europa per chiedere che la Ue condanni apertamente gli Stati che prevedono nei loro ordinamenti il reato di omosessualità e non stringa con loro accordi di cooperazione culturale».

FdI ricorda: L’omosessualità è reato in 69 Stati

«Sono ben 69 le Nazioni che, spesso in virtù dell’applicazione della legge coranica, prevedono pene variabili da un anno fino all’ergastolo e alla pena capitale. Vedremo in Parlamento come si esprimeranno i cosiddetti “paladini dei diritti Lgbt”, che oggi chiedono di censurare le leggi approvate da Stati sovrani solo perché governati da governi a loro lontani ma che finora sono rimasti in silenzio quando si parla di difendere gli omosessuali in queste Nazioni. Basta ipocrisia», ha commentato Meloni.

Meloni: «Basta con l’ipocrisia della sinistra»

Già qualche giorno fa, nel pieno delle polemiche per la legge ungherese a tutela dei bambini, bollata come omofoba dalla sinistra, Meloni aveva acceso i riflettori sullo strabismo che affligge certe vestali dei diritti. «Vogliamo combattere veramente le discriminazioni? Partiamo dall’annullare ogni forma di accordo commerciale con i Paesi in cui l’omosessualità è reato», aveva detto, annunciando l’imminente arrivo di un atto in Parlamento per chiedere al governo di bloccare «ogni accordo commerciale con i Paesi in cui l’omosessualità è un reato, come Qatar, dove ad esempio faremo i mondiali, o Arabia Saudita». «Vediamo come voteranno i partiti che ci fanno la morale dalla mattina alla sera», aveva concluso, sottolineando che «a me le ipocrisie danno molto fastidio».

Lollobrigida: «Il ddl Zan? Manifesto di una sinistra che ha tradito gli italiani»

È stato poi il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, a ricordare che la mozione di FdI arriva mentre «ci troviamo a dibattere di tecnicismi d’aula per approvare una legge liberticida come il ddl Zan. Il manifesto di una sinistra che ha tradito gli italiani e, oggi, cerca la sua identità a colpi di slogan, anche a costo di negare la libertà d’espressione e imporre criteri pedagogici. Le discriminazioni vanno combattute, come previsto dalla Costituzione e dalle norme vigenti, ma senza obbligare i cittadini a pensare in un certo modo».

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