Ddl Zan, Letta nella morsa dei “due Matteo”: «Non hai più i numeri. O lo modifichi o lo affossi»

lunedì 5 Luglio 12:01 - di Valerio Falerni
ddl Zan

Stretto tra il Matteo di destra (Salvini) e il Matteo di sinistra (Renzi), l’attuale testo del ddl Zan sembra ormai destinato al macero. «Al Senato non ci sono i numeri», avverte dalle colonne di Repubblica il senatore di Rignano. Per poi aggiungere: «Siccome per la legge occorrono i voti dei senatori e non i like degli influencer», di testo ne occorre un altro. Salvini ce l’ha già pronto. Il suo suggerimento è eliminare gli articoli 1, 4 e 7. «Se dal ddl Zan – argomenta – togliamo l’ideologia, il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà».

Salvini e Renzi fanno scacco matto al Pd

Da entrambi arriva poi un messaggio ad Enrico Letta: «O ti predisponi al dialogo e accetti la modifiche o il ddl Zan te lo voti da solo». Il che significherebbe affossarlo. E a quel punto la responsabilità sarebbe tutta del Pd. La questione è politica prima ancora che di merito. A Renzi, infatti, converrebbe più l’irrigidimento del suo ex-partito con conseguente affossamento del ddl Zan. Come ha lui stesso avvertito, basta che vada sotto in uno dei voti segreti che il testo dovrà affrontare al Senato. A quel punto è più che prevedibile che a finire sul banco degli imputati sarebbe Letta con l’accusa di andare al traino dei 5Stelle. Renzi vuole rivitalizzare il centro per formare una massa critica da utilizzare in vista dell’elezione per il Quirinale.

Il ddl Zan può costare caro al leader dem

Dal canto suo Salvini non può restare inerte a guardare un’offensiva che potrebbe creare scossoni anche al centrodestra. Non è un mistero che Renzi voglia annettersi pezzi di Forza Italia. Il leader leghista, però, non può permetterlo. Tanto più che sull’elezione del successore di Mattarella neanche lui vuol fare da spettatore. Al momento, Salvini e Letta convergono sull’obiettivo di minare la centralità del Pd nella strana maggioranza a sostegno di Draghi. E, di conseguenza, a far esplodere le contraddizioni al suo interno. È per questo che offrono a Letta l’ultimatum a Letta sul ddl Zan (con la recondita speranza di un rifiuto). Con l’altro occhio i due Matteo guardano al travaglio dei 5Stelle. È soprattutto da lì che potrebbero arrivare altri rinforzi per la partita del Quirinale, l’unica che conti veramente in questa fase. Altro che ddl Zan.

 

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