Milano, la sinistra raschia già il fondo del barile: accusa Bernardo di «girare armato in corsia»

sabato 24 Luglio 15:27 - di Sveva Ferri
bernardo

La delazione sulla base di un sentito dire, la macchina del fango, il tentativo di mostrificazione. C’è un po’ tutto il repertorio classico della sinistra in campagna elettorale (e non solo) nella vicenda che in queste ore sta investendo il candidato a sindaco di Milano per il centrodestra Paolo Bernardo. Il consigliere regionale della Lombardia di +Europa, Michele Usuelli, lo ha accusato di girare con la pistola «in ospedale» e «anche in reparto». Un’accusa che appare ancora più pesante alla luce del fatto che Bernardo è primario di pediatria. E alla quale il medico ha risposto annunciando una «denuncia penale per diffamazione, perché Usuelli è un diffamatore e dice bugie».

L’accusa a Bernardo: «Gira con la pistola in reparto»

Nel pieno delle polemiche politiche sui fatti di Voghera, Usuelli ha affidato la sua “soffiata” a Paolo Berizzi di Repubblica, sostenendo che «non è un pettegolezzo: è una cosa nota nel mondo della pediatria milanese». «Me lo hanno confermato più persone di totale e provata fiducia», ha detto il consigliere regionale di +Europa, ammantando la sua rivelazione con ragioni di interesse pubblico. «Vorrei che Bernardo spiegasse e chiarisse pubblicamente. Per la tranquillità di tutti e anche a tutela della sua onorabilità», ha sostenuto Usuelli, nell’ambito di un’intervista non scevra da altre illazioni come il fatto che Bernardo «è il più giovane primario che abbia mai conosciuto. Quando diventi primario così giovane i casi sono due: o sei un genio o hai costruito rapporti che ti hanno aiutato».

Le strumentalizzazioni della sinistra

Il risultato è stato quello che ci si poteva aspettare: immediate strumentalizzazioni politiche, ben prima che Bernardo, come sollecitato dallo stesso Usuelli, potesse difendere la propria «onorabilità». «La destra spieghi subito perché un medico che entra armato in ospedale renderebbe Milano più sicura», ha cinguettato la deputata Pd, Lia Quartapelle. «Dopo i fatti di Voghera comunque abbiamo ulteriore dimostrazione del pericolo a cui esponiamo le nostre città mettendole in certe mani. Avanti con Beppe Sala con ancora più serenità e convinzione di prima», sono state le parole del senatore di Leu Francesco Laforgia, lamentando che da Bernardo non erano arrivate spiegazioni «forse perché non ci sono e non possono esserci giustificazioni possibili».

Anche Sileri tra i medici col porto d’armi

In realtà, la replica di Bernardo non si è fatta attendere. Il medico ha chiarito di avere il porto d’armi da una decina d’anni, a causa di alcune minacce ricevute nel corso della sua vita professionale. «L’ho fatto perché, come alcuni altri medici, ho avuto problemi con alcuni pazienti che a volte possono essere instabili e alcuni miei colleghi sono stati uccisi da pazienti. Per fortuna io sono qui vivo, vegeto e candidato al Comune», ha raccontato il candidato a sindaco del centrodestra, riferendo di un’esperienza per altro molto simile a quella raccontata anche dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che appena un paio di giorni fa aveva ammesso di aver il porto d’armi «per delle minacce ricevute negli anni passati nella mia vita da medico». Dunque, non una situazione così inusuale come sembrerebbe dalle parole di Usuelli, a sua volta medico.

Bernardo: «Non sono mai entrato armato in corsia»

Bernardo, quindi, detiene regolarmente la sua pistola. Ma, ha chiarito, «non sono mai entrato in corsia con un’arma e non ho mai portato un’arma addosso, non ci sono neanche armi giocattolo nel mio reparto. Anche se ci sono i clown che fanno ridere i bambini in terapia, mai nessuno si è vestito da sceriffo». «Se qualcuno mi ha visto (in corsi con l’arma, ndr) vada in procura con le fotografie. Io sono entrato con l’arma in ospedale, l’ho avuta addosso, ma mai in corsia e mai quando giro o sono dentro con i pazienti. Ci mancherebbe altro», ha ribadito il candidato a sindaco del centrodestra, spiegando «se la notte rimango in ospedale, visto che sono stato minacciato, mi è capitato di portarla, ma mai in corsia né mai succederà. La tengo addosso, rimango nel mio studio e non visito».

«La sinistra smetta di usare la diffamazione come strumento»

«Trovo che certa sinistra dovrebbe smettere di usare metodi da cortina di ferro, usando la diffamazione come strumento. Per questo ho già dato mandato al mio legale contro la diffamazione», ha spiegato Bernardo, riportando la campagna elettorale sul giusto binario: «Abbiamo molti temi seri da affrontare, dalle nuove povertà alla fragilità di molte fasce sociali, alle case fatiscenti nei quartieri popolari della città, alla mancanza di sicurezza, al lavoro, l’ambiente, la mobilità». «Dobbiamo discutere di Milano e del miglioramento della vita di tutti i nostri concittadini», proseguito, aggiungendo che «non dormirò la notte finché vedrò ancora una sola persona dormire per strada; non dormirò la notte finché saprò che i nostri bambini non possono giocare nei cortili delle case in cui vivono o nei parchi; finché gli anziani resteranno chiusi in casa per paura che le loro stesse abitazioni siano occupate abusivamente».

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