Il reddito di cittadinanza deve sparire, la legnata di Porro: “Generazione di disadattati al lavoro”

domenica 11 Luglio 16:22 - di Gabriele Alberti
Reddito di cittadinanza Porro

Il reddito di cittadinanza va abolito il più presto possibile.  La creatura di Grillo si è rivelata un disastro. Lungi dall’abolire la povertà, è stato invece distribuito alle più disparate categorie. Ex terroristi, detenuti al 41 bis, boss nigeriani, furbetti smascherati possessori di ville, case, bolidi da straricchi, immigrati irregolari. Fratelli d’Italia è stato in prima linea nel certificare quasi quotidianamente le truffe che hanno sottratto risorse allo Stato italiano. La legnata di Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, nell’editoriale di domenica è dunque tutta da incorniciare.

Porro: “Reddito di cittadinanza, la follia partorita dalla mente di Grillo”

La folle misura assistenzialista voluta a tutti i costi dai grillini potrebbe avere le ore contate, ora che anche il Pd, per la prima volta, ha aperto a rivedere lo strumento. Insomma, tenendo le dita incrociate, anche questo incredibile spreco di Stato verrà cancellato. Così come accaduto con l’abolizione del cashback, a lungo invocato da Giorgia Meloni, anche il rdc, questo incredibile spreco di Stato potrebbe avviarsi alla fine della sua non memorabile applicazione. Nicola Porro parla di numeri: “Quest’anno spenderemo per il reddito poco più di sette miliardi di euro. Circa 2,3 milioni di famiglie lo percepiscono, per un assegno medio di 564 euro. Due terzi degli assegni vanno al Sud e la sola Campania percepisce più assegni di tutto il Nord (peraltro con un importo di circa cento euro in più)”, è il ragionamento del conduttore di Quarta Repubblica. “La legge prevedeva che questa montagna di persone potesse svolgere lavori socialmente utili: praticamente nessun Comune è riuscito a mettere in piedi un progetto decente”.

Rdc, la follia delle follie: “redistribuire un reddito che non c’è”

Voto zero, quindi, per l’inefficienza del meccanismo nella sua fase cruciale, la fase B, ossia la collocazione lavorativa. Porro mette in luce un grave paradosso che un reddito di cittadinanza mal pensato e peggio applicato ha recato con sé. “È così necessario oggi – si chiede Porro- aiutare un venticinquenne senza casa e reddito, posta la limitatezza delle risors; e non un padre di famiglia cinquantenne che ha perso il lavoro. E che – possedendo una casetta e forse un’auto – non è finanziabile?”. Già, il M5S e Grillo che è il papà del rdc, non ha pensato al momento particolare di un crisi che viene da lontano e ha portato con sé chiusure drammatiche di aziende, come stiamo constatando in queste ore. Per non parlare forse del peggior lascito del reddito di cittadinanza, “figlio di una follia”. Spiega Porro: “redistribuire un reddito che non c’è in modo universale“. Giù ancora:

Porro: “Il reddito di cittadinanza ha prodotto una generazione di disadattati”

“È un’utopia post marxiana, in cui si redistribuisce una sorta di dividendo delle rendite che poche grandi società realizzerebbero, per via dell’intervento statale. Se continuiamo così costruiremo una generazione di disadattati al lavoro (rischio educativo); e una redistribuzione di solo debito (rischio finanziario). Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la protezione dei più deboli”. Per questo quel reddito va cancellato il prima possibile. Prima che provochi altri danni. Solo mercoledì scorso un caso clamoroso: 469 immigrati trovati a percepirlo illegittimamente. E solo per restare all’ultimo episodio in ordine di tempo.

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