“Galli Della Loggia, il vero illiberale sei tu e i prof intellettualmente pigri”: monumentale Giuli

domenica 4 Luglio 9:57 - di Gabriele Alberti
Galli Della Loggia Giuli

“Caro Ernesto Galli Della Loggia, il vero illeberale sei tu che sei rimasto agli Anni Settanta”. Alessandro Giuli entra nella querelle aperta dall’editorialista del Corriere Della Sera con il suo bizzarro invito a Giorgia Meloni di picchiare quelli di CasaPound non appena si facessero vivi a un suo comizio. Solo così la leader di FdI potrebbe dare prova di rappresentare una vera destra democratica e liberale. La risposta di Giuli, scrittore ed editorialistan su Libero oggi in edicola è esemplare. Riguardo al “suggerimento” dell’illustre professore scrive: Si tratta di una “fantasticheria di per sé abbastanza risibile, che affonda nei fumi storiografici di fine anni Settanta del secolo scorso, quando il Pci e la Cgil dovettero affrontare a muso duro le intemperanze degli extraparlamentari” .

Monumentale risposta di Giuli a Galli Della Loggia

Insomma, Galli Della Loggia è rimasto alla preistoria, ai  tempi di Lama – scrive Giuli- e vorrebbe farne il paradigma da applicare alla Meloni e alla Destra. “Della Loggia è rimasto inchiodato al febbraio del 1977; quando Luciano Lama, allora segretario della Cgil, venne brutalmente costretto dai gruppettari della Sapienza ad abbandonare un comizio. Ne seguirono tafferugli in quella e altre occasioni, nel corso delle quali il servizio d’ordine del Pci e quello del sindacato restituirono ogni legnata…”. Ritorni alla realtà, professore: “Qui nessuno picchia nessuno, per fortuna, né per strada né sui giornali. E’ alquanto improbabile che la circostanza storica possa ripetersi con la Meloni nei panni di Lama odi Berlinguer”.

Giuli su “Libero” risponde per le rime a Ernesto Galli Della Loggia

Giuli va giù duro contro Galli Della Loggia. E stigmatizza la pigrizia (o il pregiudizio) intellettuale di chi “ha deciso di non capire nulla della destra più o meno contemporanea e delle sue varie articolazioni”.  Moralisti fanatici. Il punto è, si legge nell’acuminato articolo, ” che se ancora esiste un fascismo, oggi, è precisamente quello incarnato dalla pigrizia dell’intelligenza accademica dei grandi e piccoli gallidellaloggia. Che – spesso provenienti dal Pci o dalla sinistra più volgarmente antidemocratica e contigua con il terrorismo rosso – sono approdati in età matura a una forma di lavacro liberale prêt-à-porter;  e ne hanno fatto il feticcio e l’unità di misura con cui giudicare l’universo con immutato fanatismo”.

“Grottesco il tentativo di trasformare la destra nella sinistra”

Da applausi l’analisi di Giuli dell’universo intellettuale “giudicante”, che da sempre  pretende di dare buoni consigli  senza dare uno straccio di buon esempio. Galli Della Loggia fa parte di quei  “cantori dell’ortodossia liberale e di maestri censori d’ogni altra famiglia estranea ai confini del pensiero unico”. E qui il colpo del KO: perché  qui siamo oltre il pensiero unico: “qui siamo al cospetto dell‘albagia paracula di chi, tra una lenzuolata moralistica e l’altra, ha potuto concedersi scappatelle elettorali con i grillini e ogni sorta di banalità ideologica, tanto da diventare il “Trombone di via Solferino” (copyright fogliante di Giuliano Ferrara)”. “E’ grottesco”, conclude, “il gusto di trasformare la destra in una sinistra; con il capo cosparso dalla cenere e dalle cicatrici di una rissa immaginaria con CasaPound”

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