De Donno: complotti e tentativi di arruolarlo ai No Vax. L’odioso sfottò della Lucarelli…

mercoledì 28 Luglio 17:02 - di Valerio Falerni
De Donno

Giù le mani da Giuseppe De Donno. Non sono passate neppure 24 ore dalla morte (per suicidio) del medico mantovano padre della cura del Covid con plasma iperimmune e già sui social è scattata la corsa ad accaparrarsene la memoria, con l’obiettivo di farne un no-vax post-mortem. Un’operazione propedeutica a quella del complotto: in pratica, De Donno “sarebbe stato suicidato” per aver scoperto una cura capace di liberaci dal Coronavirus senza ricorrere ai vaccini. Tra Twitter e Facebook neanche si contano più i possibili burattinai interessati a sbarazzarsi dell’ex-primario di pneumologia all’ospedale di Mantova, a cominciare da Bill e Melinda Gates. Peccato per questi leoni da tastiera che De Donno avesse già deciso di togliere il disturbo arruolandosi a 54 anni tra i medici di famiglia.

De Donno non era no-vax

In un video-intervista rintracciabile online ne spiega anche i motivi senza scansare nulla, neppure il fuoco mediatico che lo aveva investito. Si capisce che soffriva come uomo e come professionista. Red Ronnie ha detto che «l’hanno ucciso». Il conduttore, tuttavia, non trasforma il suicidio in omicidio ma denuncia il clima di isolamento in cui De Donno era precipitato proprio per l’irrisione che aveva accolto la sua cura, pur a dispetto dei confortanti risultati ottenuti. È la traccia cui stanno lavorando anche gli inquirenti nel tentativo di rintracciare eventuali responsabilità di terzi nella decisione del pneumologo di togliersi la vita. Ma l’istigazione al suicidio è una pista investigativa, non una certezza matematica. Di certo c’è invece che De Donno ha dato tutto se stesso nel portare avanti questa cura che ha fatto arricciare il naso a troppi nella comunità scientifica.

Isolato dalla comunità scientifica

E mica solo lì. Anche nell’informazione c’è tutto un mondo perennemente con il ditino alzato e che invece di raccontare i fatti pretende di giudicare come il Minòs dantesco di guardia al girone dei lussuriosi. Spicca in tal senso lo sfottò via tweet di Selvaggia Lucarelli, arruolatasi volontaria nel character assassination del professore non appena questi decise di lasciare l’ospedale.

Un insolente “cinguettio”

«Vi ricordate il messia Giuseppe De Donno – vi si legge – ? Quel medico che salvava tutti con il plasma che chiamava proiettile magico, mentre Salvini e Le Iene insinuavano che siccome era una cura gratuità chissà, cielanakondono (sic, ndr)? Beh, lasciato l’ospedale, ora è medico di base a Porto Mantovano». È chiaro come il sole che alla blogger, più che la cura, era andato di traverso che il suo ideatore avesse incassato l’attenzione dei rompiscatole di Italia1 e il plauso del capo leghista. Chissà se ora troverà voglia e tempo per chiedere scusa.

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