Ddl Zan e green pass: la destra difende la libertà, la sinistra vuole la coercizione

sabato 17 Luglio 18:43 - di Hoara Borselli

Ci sono due temi focali che sono all’ordine del giorno dello scontro politico attuale : il ddl Zan e il green pass. Apparentemente così distanti per tematiche e contenuti eppure legati da un filo invisibile che li tiene uniti indissolubilmente: la libertà. Entrambi ci pongono di fronte alla limitazione di ciò che per natura umana è sacro e inviolabile da ogni coercizione imposta nella vita di ogni singolo individuo.

In questi giorni al Senato si sta dibattendo per il disegno di legge contro l’omotransfobia. Se da un lato la condanna rimane unanime verso ogni forma di discriminazione, offesa, e ogni prevaricazione irrispettosa verso un individuo per i suoi orientamenti, le criticità permangono all’articolo 4 del testo dove rimane ineluttabile la presenza illiberale di quel reato di opinione che vuole silenziare chiunque esprima semplici opinioni “ non idonee”.

Ecco palese il paradosso di chi si professa fautore della libertà e in realtà ne attacca i fondamenti, un arcobaleno che imbriglia e che lascia dubbi e perplessità invece di dare ossigeno e fugare le perplessità. Questa non è libertà d’azione, sembra al contrario il sinonimo di fermata, questa la deriva su cui il centrodestra sta cercando di aprire un dialogo per cercare un punto d’incontro con la linea di  Letta del “si fa così o niente”. Strana libertà democratica.

Dal lato opposto ma non così estremo, emerge un’altra battaglia fondamentale sulle libertà ancora compromesse, quelle legate al green pass, anch’esso punto focale nell’agenda politica e comunicativa di questi giorni. Dopo mesi in cui le nostre libertà fondamentali sono state completamente calpestate e ci era stata paventata la possibilità di uscire da questo incubo con l’arrivo dei vaccini, ecco ripartita la macchina diabolica di quell’informazione basata sul terrore che conosciamo ormai perfettamente.

Che la libertà sia un concetto mal digerito dai “chiusuristi” per vocazione è ormai assodato, ma nessuno pensava o sperava di trascorrere quest’estate con la nuvola fantozziana del ricatto sulla testa. O ti vaccini o la tua socialità potrai salutarla.

Noi non ti obblighiamo ad inocularti il siero, ma se non lo farai scordati di andare al ristorante, al bar, al cinema, in palestra, in un teatro, a fare un viaggio che sia in treno aereo o autobus, oppure tu studente non pensare di stare vicino di banco al tuo compagno. In pratica o ti vaccini o ti costringiamo a farlo senza dirti che sei obbligato. Una comunicazione che non lascia scampo ad interpretazioni.

Ecco che immediatamente ci troviamo di fronte alla solita pantomima di quella sinistra che ravvede in questa carta verde la riconquista della libertà, e la destra che ne coglie le contraddizioni. Un cortocircuito di informazioni che non fa altro che alimentare contrarietà in quegli indecisi che se da un lato non si sentono sicuri rispetto a questo siero, dall’altro vivono l’insofferenza di una costrizione ritenuta ingiusta.
Evidente che l’unica cosa che è mancata e che ancora risulta la grande assente è la chiarezza.

Ancora una volta gli italiani si sentono presi in giro da una politica che non è riuscita ad infondere quella fiducia che dovrebbe essere autorevole e non autoritaria. Come con i bambini, un genitore dovrebbe sapersi far rispettare con un semplice sguardo. Quando deve ricorrere alle punizioni, ha fallito la sua missione. E così sta avvenendo con tutti gli italiani che si sentono puniti per errori ahimé non commessi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica