Centrodestra, Malan sceglie FdI. Meloni: “Le regole sono saltate, agli alleati chiedo rispetto”

19 Lug 2021 13:29 - di Sveva Ferri
meloni malan

«Non mi sento più di sostenere con il mio voto questo governo, su molti temi c’è troppo poco cambiamento rispetto al governo rossogiallo del Conte 2». Per questo Lucio Malan, deputato di lungo corso e finora vicepresidente vicario di Forza Italia, ha deciso di aderire a Fratelli d’Italia. Una scelta che, ha spiegato il senatore in una conferenza stampa con Giorgia Meloni e il capogruppo di FdI al Senato, Luca Ciriani, è stata «naturale» e in coerenza con i propri valori, che troppe volte in mesi ha visto messi in discussione sia sul piano nazionale sia su quello internazionale.

Malan aderisce a FdI: «Una scelta naturale»

«FdI – ha spiegato Malan – è nato proprio in quest’ottica: anche se le cose sono difficili, anche se si è in pochi di fronte agli altri, bisogna rimanere coerenti, fare scelte coraggiose, restando aperti al futuro, ma saldi nelle radici che determinano le nostre identità, i nostri valori, i principi che non possono venire meno solo perché oggi non sono di moda». Malan ha ricordato, per esempio, la battaglia per l’assegno per i figli, sacrificato al reddito di cittadinanza; il ddl Zan e l’indifferenza del governo rispetto ai rilievi posti dalla Chiesa cattolica e da altre due Chiese sulla base degli accordi esistenti; le posizioni internazionali, dal Venezuela a Israele.

Meloni: «Di Maio spieghi se su Cuba sta con Grillo»

«Le posizioni di Grillo sono oltraggiose, più che imbarazzanti», ha sottolineato Malan parlando del post del fondatore del M5S a favore del regime di Cuba. Una questione sulla quale Meloni, nel corso della conferenza stampa, ha chiesto conto anche al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Io pretendo di sapere cosa ne pensi. Tutto il governo e la maggioranza, ma anche tutti gli italiani credo debbano pretendere che il ministro degli Esteri prenda pubblicamente le distanze dalle affermazioni di Grillo. Altrimenti – ha avvertito Meloni – temo Di Maio non possa continuare a fare il ministro degli Esteri».

«La famiglia di FdI si allarga»

La leader del partito ha spiegato che l’adesione di Malan «ci rende fieri e ci inorgoglisce». «La famiglia di FdI si allarga con l’adesione di un esponente di grande autorevolezza nella storia del centrodestra. Noi siamo molti fieri di poterlo annoverare nelle nostre fila per la sua serietà, competenza e compatibilità con le nostre battaglie. Malan – ha sottolineato Meloni – non ha mai avuto paura di andare controcorrente, di battersi per la libertà delle idee, come dimostra la sua battaglia contro il ddl Zan, che noi riteniamo non abbia nulla a che fare con la lotta alla discriminazione contro gli omosessuali».

Meloni: «Io credo nell’unità del centrodestra. Gli altri?»

La scelta di Malan di aderire a FdI arriva in un momento di forte tensione tra gli alleati di centrodestra, dopo il caso senza precedenti del Cda Rai. Meloni ha però chiarito che «le due cose non sono collegate». Semmai c’è il fatto che «Malan si è reso conto che è impossibile difendere le proprie idee continuando a stare in maggioranza con una sinistra arrogante che pretende di usare il voti del centrodestra per fare i propri comodi, come si vede sul ddl Zan». «Io credo che in molti siano in sofferenza», ha spiegato la leader di FdI, sottolineando di aver sempre creduto nell’unità del centrodestra, ma «quello che voglio capire adesso è se ci credono anche gli altri».

«Chiediamo agli alleati lo stesso rispetto che dimostriamo»

«Sono accadute molte cose e mi domando se qualcuno stia lavorando per farci perdere la pazienza e favorire l’attuale variopinta alleanza di governo». «Credo sia lecito chiederlo, non per me – ha proseguito Meloni – ma per i milioni di italiani che credono nel centrodestra unito al governo della nazione». «Io lavorerò sempre per la compattezza e per la vittoria del centrodestra, però – ha avvertito Meloni – le regole devono valere per tutti. Noi chiediamo lo stesso rispetto sempre dimostrato per i nostri alleati».

Sulla Calabria «stiamo valutando». A Bologna sì a Battistini

Dunque, cosa succederà in Calabria, dove FdI nei sondaggi è primo partito, ma il ticket per la presidenza è espresso da Forza Italia e Lega con Roberto Occhiuto e Nino Spirlì? «Stiamo facendo delle valutazioni anche al nostro interno», ha chiarito Meloni, ricordando che «noi non facciamo mai scelte di partito che vengano prima del bene dei cittadini». «Certo – ha proseguito Meloni – la candidatura di Occhiuto in Calabria era frutto di quelle regole che sono saltate e, saltate le regole, le valutazioni potrebbero essere da rifare». E Bologna? «Battistini per noi va bene, basta perdere tempo. Per noi si può chiudere anche adesso senza neanche un incontro, è sufficiente un giro di telefonate». Infine, una battuta anche sul Green Pass, rispetto al quale Meloni ha ribadito la propria contrarietà, invitando piuttosto a mettere in sicurezza con i vaccini la parte fragile e anziana della popolazione che ancora manca.

 

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