Draghi irritato per l’esclusione di FdI dal Cda Rai: “Lega e Forza Italia non mi hanno ascoltato”

sabato 17 Luglio 14:05 - di Penelope Corrado
Draghi, comissione vigilanza Rai

Mario Draghi non ha gradito l’estromissione di FdI, primo partito italiano, secondo molti sondaggi, dal Cda Rai. Lo svela Il Foglio in un retroscena che prevede tempesta in vista della Commissione di Vigilanza Rai di mercoledì che dovrebbe ratificare di Soldi in Vigilanza. Il prmier, scrive Simone Carrettieri, “aspetta prima di intervenire. Ma lo farà. Intanto si dispiace dell’esclusione di FDI dal cda: Lega e FI non l’hanno ascoltato. Il premier prima del voto di giovedì delle Camere ha chiamato i partiti, soprattutto quelli di centrodestra, per convincerli dell’importanza di rappresentare anche le opposizioni nel consiglio d’amministrazione della tv di stato. Ma è finita come si sa: fuori Giampaolo Rossi, dentro Simona Agnes”. Una scorrettezza istituzionale inconcepibile in un Paese democratico. Il servizio pubblico in mano solo alla maggioranza. Roba da tv di Stato cubana.  

L’asse Lega-Fi vuole silurare gli uomini FdI in Rai


Il Foglio ha evocato anche il risiko delle nomine. Nel mirino, inutile dirlo, le due figure pià vicine a FdI. Ricorda quindi le poltrone a rischio. “A ottobre scadrà la direzione del Tg2 di Gennaro Sangiuliano. Ma soprattutto quella del Tg1: Giuseppe Carboni potrebbe pagare le accuse di vicinanza al M5s ( in corsa Antonio Di Bella e Monica Maggioni). Il Pd difende Coletta a Raiuno. Mentre “la Lega vorrebbe sottrarre Raidue (Lodovico Di Meo) a Fratelli d’Italia”. 

Repubblica invece lavora di pallottoliere e fa intravedere tempi duri per chi vuole la fusione di Forza Italia e Lega. “Per capire quanto può essere estesa l’area di dissidenza rispetto a questo disegno nel partito del Cavaliere basta però vedere quanti sono stati i voti raccolti da Giampaolo Rossi, l’uscente indicato da Meloni e non riconfermato: 94 tra Camera e Senato, teoricamente il doppio di quelli degli eletti di Fdi. I voti in più sono arrivati da Coraggio Italia, ma anche dai forzisti ribelli”. 

 

Il Corriere della Sera ricorda invece che la partita Rai è ancora apertissima. “Mercoledì si riunirà la commissione di Vigilanza per ratificare la nomina di Soldi. Ci vorranno 27 voti su 40 e lo scrutinio sarà segreto. Voteranno «no» i due di FdI (una è Daniela Santanché che aspira a sfilare la Vigilanza all’azzurro Alberto Barachini) e probabilmente i cinque del Misto. Bisognerà vedere cosa faranno i nove del M5S, furiosi per la scelta di un consigliere da loro non indicato. Se si unissero agli altri «no» , i voti per Soldi non ci sarebbero. Questo fa capire quanto poco possa bastare, a quanti del centrodestra volessero perdurare nell’intenzione di boicottare la presidente nel segreto dell’urna, per riuscirci”.

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