Vietnam M5S, Conte e Grillo ai ferri corti e eletti pronti al Tribunale. Ma per Giuseppi va tutto bene

mercoledì 23 Giugno 19:03 - di Bianca Conte
M5S Conte Grillo

Vietnam M5S, tra Conte e Grillo volano gli stracci, mentre gli eletti sono pronti a tornare in Tribunale. Eppure, a leggere le sue dichiarazioni, per Giuseppi va tutto bene… Nuove nubi giudiziarie si addensano sul nuovo M5S che, neppure nato, già rischia di finire in tribunale. Già, perché mentre Conte prova a fare il pompiere e a buttare acqua sul fuoco delle polemiche che divampano dentro e fuori il Movimento, secondo quanto apprende l’Adnkronos, un gruppo di attivisti pentastellati – tra i quali alcuni consiglieri regionali e, si vocifera, anche parlamentari – sarebbe pronto a dare mandato al proprio legale per diffidare l’Associazione Movimento 5 Stelle dall’effettuare la votazione sullo statuto del “Neo-Movimento” (redatto dal leader in pectore Giuseppe Conte) sulla nuova piattaforma. Un portale creato ad hoc – ma non ancora “svelato” dai grillini – dopo il divorzio dall’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio.

M5S, Conte e Grillo: tensione alle stelle, ma l’ex premier tira dritto negando dissidi e polemiche

Insomma, tutto esplode e Conte fa come se nulla fosse. Continuando a negare dissidi e controversie. A glissare sull’implosione dell’intero progetto ri-fondativo. Ed esaltando addirittura una possibile quadra in grado di dirimere i contenziosi in corso, sia col vertice (Grillo), che con la base. «Troveremo una sintesi», riferisce allora l’Adnkronos, avrebbe detto il capo politico in pectore del M5S, Giuseppe Conte, ai senatori incontrati oggi a Palazzo Chigi. Nel disperato tentativo di rassicurare tutti sulla querelle in corso col garante e fondatore del Movimento. E giù con un training che sa di forzatura con cui l’ex premier rispolvera la chimera dell’unità e del rilancio. «Si va avanti spediti, stiamo uniti», sono state le parole di rassicurazione di Conte ai senatori grillini. Frasi a effetto, con cui il leader in pectore del M5S ha provato a mettere a tacere le voci di una crisi ormai insanabile tra lui e Grillo. Ostentando una sicurezza – difficile da avere – sul fatto che il progetto in fieri non finirà su un binario morto.

M5S, Conte e Grillo al braccio di ferro mentre incombono nuove grani legali

Intanto, però, sulla testa di Conte e colleghi cade l’ennesima tegola. Gli attivisti e lo stesso Casaleggio, infatti, sostengono che la votazione sullo statuto del “Neo-Movimento” debba essere celebrata su Rousseau, stando all’attuale statuto. Secondo le stesse fonti, peraltro, le possibili grane legali che incombono sul nuovo corso del M5S contiano sarebbero proprio tra i temi al centro della diatriba in atto tra Conte e il garante Beppe Grillo. L”Elevato’, raccontano, sarebbe consapevole dei rischi che il Movimento corre con il via libera a una consultazione online su una piattaforma diversa da Rousseau e avrebbe chiesto a Conte di garantirgli uno “scudo” legale: funzione che prima della rottura con Casaleggio spettava a Rousseau. Alla no profit milanese, infatti, era affidato il compito di coprire le spese legali del capo politico e del garante dei 5 Stelle. Ambienti vicini ai vertici, però, negano che sia questo l’oggetto del contendere. E fanno sapere che il tema della tutela legale sarà inserita nel nuovo statuto.

Conte prova a rassicurare i senatori: «Troveremo la sintesi»

Nel frattempo, come se tutto filasse liscio come l’olio, Conte piomba a Palazzo Madama per incontrare i senatori grillini. Il futuro leader M5S vede anche Maria Antonietta Ventura, candidata alla presidenza della Regione Calabria col sostegno del Movimento e del centrosinistra. E intercettato dall’Adnkronos, l’ex inquilino di Palazzo Chigi negando evidenze e rumors insistenti da settimane, smentisce dissidi con Grillo: «Non c’è nessuna rottura. Non dobbiamo ricucire perché non abbiamo mai rotto. Il dialogo c’è ed è continuo». E a chi gli domanda quando incontrerà il garante del Movimento, risponde: «Spero di vederlo presto». Poi, non risparmia una battuta a chi ha scritto di un partito di Conte, alternativo al Movimento se il rilancio non dovesse andare in porto: «Ve lo do io il partito», scherza Conte con un sorriso forzato…

M5S, forse domani l’incontro tra Conte e Grillo

Eppure, a quanto riferisce l’Adnkronos, il giorno del chiarimento con il comico non può essere rinviato ulteriormente. Anzi, potrebbe addirittura essere vicino. Il garante M5S è atteso domani nella Capitale per un faccia a faccia con gli eletti. Facile dunque, se non scontato, un summit tra i due. Alle 17, nell’Auletta dei Gruppi di Montecitorio, ci sarà un’assemblea dei deputati con la partecipazione di Grillo. In queste ore si lavora per avvicinare le posizioni di Conte e di Grillo. Partendo però dal presupposto che il fondatore del Movimento è determinato a tenere il punto sulle modifiche allo statuto: il garante, cioè, intenderebbe conservare le sue prerogative di “nume tutelare” dei valori del M5S e il diritto ad avere l’ultima parola. Compreso per quanto riguarda le nomine nella futura squadra che affiancherà l’ex premier.

Intanto il fuoco della polemica sull’uso dei dati degli iscritti divampa e lambisce il tribunale

A latere, nel frattempo, resta anche l’altra potenziale grana per Conte&Co legata all’uso dei dati degli iscritti. Consegnati da Casaleggio dopo un lungo e sfibrante braccio di ferro. E a ridosso del pronunciamento del Garante per la privacy che ha messo fine alla querelle. Lo scorso 5 giugno Rousseau ha provveduto al trasferimento dei dati al M5S, come deciso dai pentastellati. Da quella data – ossia da 18 giorni – gli iscritti non possono accedere al proprio profilo utente per cancellarsi o rinnovare la propria iscrizione. «Quest’ultima – fanno notare gli esperti contattati dagli attivisti – è annuale e, se non rinnovata, comporta la perdita del diritto di voto».

Il punto degli attivisti sull’impossibilità di poter accedere ai propri dati da 18 giorni

Stando sempre al parere degli esperti contattati dagli attivisti, l’interruzione prolungata di un servizio fondamentale come l’impossibilità di poter accedere ai propri dati da 18 giorni «è ascrivibile, ai sensi dell’articolo 33 del Gdpr, a quella che viene definita come una violazione dei dati personali» (ossia: il cosiddetto Data Breach). Come indicato dalle “Linee guida in materia di notifica delle violazioni di dati personali“, dove compare, tra le casistiche di violazione dei dati personali, anche il verificarsi di una interruzione significativa del servizio abituale di un’organizzazione. E allora, se dovesse verificarsi il fatidico Data Breach, all’orizzonte si configurerebbero le ipotesi di «sanzioni pecuniarie estremamente elevate: fino a diversi milioni di euro»...

 

 

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