Povia non fa sconti: «Il governo alza la voce con gli italiani e poi si genuflette al potere delle Ong»

martedì 15 Giugno 14:19 - di Milena Desanctis
Povia

Povia ancora una volta non fa sconti a nessuno. «Sono arrivati certificati quasi 15mila migranti nel 2021 oltre a quelli che non sappiamo. È la prova che il governo alza la voce con gli italiani, li chiude e li multa per un coprifuoco o una mascherina abbassata, ma si genuflette al potere delle Ong e di chi guadagna su questa povera gente deportata in cerca di qualcosa di meglio». Povia parlando con l’Adnkronos è intervenuto sulle polemiche che si stanno scatenando a causa dei numerosi sbarchi di migranti avvenuti nelle ultime ore a Lampedusa.

Povia: «Ci vorrebbe una Uexit»

«L’Europa non aiuta e se ne sbatte e ogni Stato in Europa decide in autonomia se accogliere o chiudere – sottolinea il cantante – penso a Francia o Germania per fare un esempio. Uno Stato che non controlla le tre cose fondamentali, territorio, commercio e moneta, perde la sua funzione di Stato ma questo lo sanno tutti. Ecco perché la Gran Bretagna ha fatto la Brexit, soprattutto per l’immigrazione. Ci vorrebbe una UExit!», conclude Povia.

«Fate piangere»

Povia da sempre è critico contro l’Ue. A novembre aveva scritto un post durissimo contro il governo Conte titolato “Governo di incapaci, schiavi di Bruxelles”. Ecco cosa scriveva. «Soldi spesi per banchi a rotelle nel sistema nazionale scolastico, pettinare bambole, asciugare gli scogli». E ancora, «fare strisce alle zebre, raddrizzare le banane, fare buchi alle ciambelle, quando tutti i virologi, anche i più critici dicevano che ci sarebbe stata una nuova ondata».  «L’America», aveva scritto su Facebook, «con la sua Banca Federal Reserve ha letteralmente creato soldi dal nulla. Noi invece aspettiamo questi pidocchi contabili di Bruxelles che ci dicono quanto, quando e come possiamo spendere qualche centesimo per gli italiani. Fate piangere». E qualche tempo dopo con l’avvento di Mario Draghi non ha risparmiato critiche neanche al suo governo. Il suo progetto è questo: «Tutto ruota attorno al controllo della spesa pubblica degli stati e all’integrazione europea. Per assicurare tutto ciò, si farà debito. E questo lo pagheranno le generazioni future.  Governo di alto profilo, vuol dire governo di alta finanza».

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