Morte di Luana, arrivano i risultati della perizia: l’orditoio fu manomesso in due punti differenti

giovedì 17 Giugno 20:02 - di Redazione
morte di Luana

Nelle indagini sulla morte di Luana, arrivano i risultati della perizia che ha disposto la Procura di Prato che indaga sulla vicenda. E risultati indicano che l’orditoio sarebbe stato manomesso in due punti differenti. Dunque, gli accertamenti sulla dinamica dell’infortunio che ha causato la morte della giovane Luana danno i primi responsi: i due orditoi al centro degli accertamenti peritali sarebbero stati manomessi per evitare interruzioni e velocizzare così la produzione. Questo, almeno, è quanto trapela dagli esami che il perito incaricato dalla Procura ha svolto sui due macchinari presenti nell’azienda “Orditura Luana”. Perito che sta per consegnare la consulenza al procuratore Giuseppe Nicolosi. I tecnici di settore, riferisce allora l’Adnkronos, hanno condotto la perizia sugli orditoi di fabbricazione tedesca Karl Mayer Texilmachine Fabrik Gmbh.

Morte di Luana, la perizia chiarisce: il macchinario manomesso i due punti diversi

Dunque, la perizia spiegherebbe l’infortunio fatale con una manomissione. Costata la vita a Luana D’Orazio, l’apprendista pistoiese di 22 anni, madre di un bimbo di 5 anni. Risucchiata e stritolata il 3 maggio scorso dal macchinario al quale lavorava, in una ditta tessile di Oste di Montemurlo (Prato). Addirittura, spiega l’Adnkronos nel riferire gli esiti della perizia, si tratterebbe di due manomissioni differenti: una al quadro elettrico e l’altra alla parte meccanica. La modifica al quadro elettrico sull’orditoio al quale stava lavorando la 22enne operaia avrebbe permesso alla macchina di funzionare in automatico anche con la saracinesca di protezione abbassata. E già sull’orditoio gemello – anch’esso sequestrato – sarebbe stata accertata l’assenza della fotocellula di sicurezza.

Due possibili manomissioni: una al quadro elettrico, l’altra alla parte meccanica

Intanto ieri sono stati interrogati negli uffici della procura di Prato i coniugi Luana Coppini e Daniele Faggi, sentiti rispettivamente come titolare e come gestore di fatto dell’orditura, dove è avvenuto l’incidente mortale. Entrambi sono indagati per omicidio colposo e omissione di tutele antinfortunistiche. Indagato per gli stessi reati anche il tecnico manutentore, Mario Cusimano. Tra i due, Luana Coppini avrebbe risposto alle domande degli inquirenti. Mentre il marito si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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