Il dramma di Luana: il tweet (inopportuno) di Selvaggia Lucarelli e la lezione di Oriana Fallaci

domenica 9 Maggio 13:05 - di Hoara Borselli
Luana

In questi giorni riecheggia in maniera assordante la storia di Luana D’Orazio e la sua tragica morte a 22 anni nell’azienda tessile in cui lavorava. L’ennesima morte bianca in un’Italia che sembra essersene dimenticata anche nel giorno celebrativo del lavoro dove questo è stato solo una comparsa e le polemiche sterili le vere protagoniste. La tragedia di Luana ha gridato dolore perché una ragazza non può essere strappata alla vita così, il lavoro che è valore e dignità per Luana ne ha rappresentato la triste fine.

Quella foto di Luana

Quello che ha sconcertato di più in questo paradigma onnisciente di parole sulla persona e sui diritti di cui tanto si parla e sparla, è stato il clamore mediatico per quelle foto di Luana e per quanto sia stata resa protagonista di un pregiudizio che nemmeno una morte così ingiusta è riuscito a celare. La colpa di quelle immagini troppo rimandate dai media qual è stata? La bellezza di quella giovane. Il problema è il corpo delle donne, la sua esteriorità. Le neo femministe da tastiera oggi si interrogano perché i quotidiani e i tg da giorni parlano di Luana solo perché era bella: non una giovane donna, una mamma che è stata strappata alla vita nel fulgore dei suoi anni. Ci si indigna per le foto e non per la morte che lascia.

Il tweet di Selvaggia Lucarelli

Quel viso sorridente e angelico se aiuterà a lasciare un segno per tutte quelle morti silenziose sarà un motivo al contrario di necessario disturbo. Fa riflettere anche la provocazione mal riuscita questa volta di Selvaggia Lucarelli che in un tweet legato alla vicenda di Luana scrive “Quando muore un operaio romeno senza un dente vogliamo lo stesso spazio sui giornali però”. La bellezza che diventa una colpa fastidiosa, un particolare pruriginoso sul quale emettere la propria sentenza. Non sono più le morti bianche, si combatte contro la foto di una ragazza giudicata colpevolmente troppo bella.

Le parole di Oriana Fallaci

È un problema che ritrova il suo nascere da una società che giudica, emette sentenze aberranti attraverso la rappresentazione iconografica, nei selfie di una ragazza di 22 anni che oltre a lavorare per la famiglia, sognava di fare l’attrice come ricorda amorevolmente sua madre. L’indignazione per una ragazza che amava la vita e aveva dei sogni, per qualche femminista, leonessa da tastiera, se fosse stata triste e cupa avrebbe dato un senso maggiore a quella morte. Al netto di tristi pregiudizi, immagini come quelle di Luana devono ricordare che le morti bianche non sono solo numeri che purtroppo gridano giustizia. Sono una stretta allo stomaco nelle coscienze di chi vede nella fotografia social uno scranno dal quale mietere veleno puro e non la persona, i valori e la dignità che ne rappresenta. Esemplificative in questo senso sono le parole di una grande scrittrice libera, Oriana Fallaci, la quale disse: “Chi ha detto che essere belli significa avere dei bei tratti. A volte essere belli significa avere spirito, eleganza, dignità”. Luana ce lo ha ricordato attraverso ogni rappresentazione, era bella perché era vita, una vita che non è stata protetta».

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