Matone: “Non sono razzista né omofoba. E non attacco mai le donne. Con Michetti cambieremo volto a Roma”

sabato 19 Giugno 18:12 - di Adriana De Conto
Michetti Matone

Niente simboli di partito, palloncini tricolori,  mascherine con su scritto “prima l’Italia”, piazza caldissima e gremita. E’ la piazza Bocca della Verità di Roma , scelta da Matteo Salvini  per una manifestazione che vuole segnare la ripartenza.  Un evento per “ripartire”, dopo un anno e mezzo segnato dal Covid tra restrizioni e dolore. E che ripartenza sia, in tutti i sensi. Prima l’Italia, certo: una pietra angolare che oggi si declina con un prima Roma. Roma vuole ripartire. E oggi sul palco azzurro senza simboli di partito, con  l’Inno di Mameli cantato da Annalisa Minetti c’erano, attesissimi,  i due candidati del centrodestra: l’avvocato e docente Enrico Michetti e il magistrato Simonetta Matone ai quali la coalizione ha affidato le chiavi della rinascita che la Capitale non può più attendere. A loro, in qualità , si spera, di “padroni di casa in pectore” Salvini ha ceduto la parola.

Roma, Matone: “Votare Michetti e me significa voltare pagina”

“Votare in tiket me e Michetti significa voltare pagina” dice dal palco Simonetta Matone. La candidata vicesindaco  ci tiene a chiarire e a rispondere  agli attacchi che le sono piovuti addosso da alcuni organi di stampa non appena si è diffusa la notizia della sua candidatura: “Io non sono razzista né omofoba, il mio percorso personale professionale lo dimostra. Ho passato tutta la vita nelle istituzioni, mettendo al centro le regole e il rispetto dell’altro. Ho deciso di candidarmi per mettere la mia esperienza al servizio di chi vive a Roma’‘. Applausi della folla. Ha scandito le parole pesandole una ad una. Le è pesata l’assurda crociata Lgbt. Lei, sempre vicina ai deboli, agli ultimi, ai bambini.

Roma, Matone:”Non sono razzista né omofoba”

“Non mi piace la parola sfida perché è inutilmente retorica- ha poi aggiunto la Matone nella sua prima uscita pubblica da candidata-. Ma la nostra discesa in campo, come direbbe Berlusconi, a cui va il mio saluto, lo è”. Poi con classe ha aggiunto: “Non parlerò di chi è ora al comando di Roma. Per mio costume io non attacco mai le donne”. ”Noi abbiamo bisogno di grandi capacità personali: perché la più grande idiozia del nostro tempo è lo slogan ‘uno vale uno’. Non è vero, va bene sul piano dei diritti e dei doveri non su quello della professionalità. Abbiamo bisogno di meritocrazia vera non raccomandatoria”. Ha preso poi la parola Michetti. In mattinata, ironia della sorte, un altro autobus –  l’ottavo dall’inizio dell’anno- è andato a fuoco in zona Portuense. Sono cinque anni che il centrodestra capitolino denuncia e critica  la situazione manutentiva in cui versa la “flotta” degli autobus romani. Una delle innumerevoli criticità di una Roma lasciata dalla giunta Raggi in condizioni agonizzanti. Il candidato non può non fare accenno all’autobus flambé che da stamane sta facendo riempire  i social con i video  e con  i commenti indignati dei romani.

Michetti: “Dovremo avere 4 volte i turisti che abbiamo”

Un tempo Roma rappresentava la più bella cartolina del pianeta: oggi nel pianeta ci conoscono per rifiuti che gli mandiamo”, esclama Enrico Michetti sul palco. Siamo a ridosso dell’estate e il candidato non può non parlare di come sogna una città all’altezza della sua storia e delle sue potenzialità turistiche. “Noi abbiamo un patrimonio unico, monumenti millenari: lo dobbiamo proteggere e salvaguardare. Dovremmo avere quattro volte i turisti che abbiamo. Ma li dobbiamo accogliere con una Roma pulita, efficiente e sicura”. “Daje”, esclama Salvini dal palco rivolto ai due candidati. La competenza subentrerà al dilettantismo, la capacità e i programmi prenderanno il posto delle iniziative spot e schizofreniche della Raggi. ”Io e Michetti – aggiunge la Matone – siamo un ticket, non c’è rivalità tra noi. Veniamo da mondi diversi, lui viene dal mondo forense io da quello della magistratura e dell’impegno civico. Votare noi significa voltare pagina. Facciamo ritornare Roma un nome che faccia sognare. Perché Roma la si governa amandola e questo deve essere il nostro unico slogan”. Fonti della Lega fanno intanto sapere che si sono registrate 5000 presenze alla manifesstazione, tutt’ora in corso.

 

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