Michetti e Matone al via: scarpe nuove e correremo per la città. Gli altri candidati? Meglio parlare di Roma

venerdì 11 Giugno 12:56 - di Adele Sirocchi
Michetti Matone

“Adesso mettiamoci le scarpe nuove e corriamo in tutti i territori della città“. Conclude così il suo intervento Enrico Michetti, dal Tempio di Adriano a Roma, dove il centrodestra ha presentato i candidati per il Campidoglio. Al suo fianco Simonetta Matone, che non ha risparmiato frecciatine a quella sinistra che l’ha criticata perché magistrato “prestato” alla politica. “Io mi riconosco una dote – ha detto – l’equilibrio”. E annuncia che si metterà in aspettativa come hanno fatto prima di lei  -ha sottolineato – altri magistrati che si sono candidati e che provenivano da sinistra.

Michetti e Matone: onorati per la scelta del centrodestra

Entrambi, Michetti e Matone, sono onorati perché il centrodestra li ha scelti. Un ticket perfetto, afferma Salvini, “perché uno è della Lazio e l’altro della Roma”. Matone dice: “Nella vita bisogna buttarsi”. Michetti addirittura si definisce folgorato dall’incontro con Giorgia Meloni la quale a sua volta promette: “Sono disposta a fare il porta a porta con voi”.

Sgarbi: faremo diventare Michetti più grande

Michetti  racconta degli incontri con i leader del centrodestra e con i loro collaboratori, della messa a punto del programma che nasce dall’incontro tra la buona politica e la buona volontà. Del resto i leader nei loro interventi avevano messo in chiaro una cosa: noi diamo la visione, loro – i candidati –  ci mettono esperienza e competenza.  Eccola la squadra che può cambiare Roma, con un Vittorio Sgarbi che ironizza: “Ma voi lo sapete chi è l’assessore alla Cultura di Roma? Una esperta di burlesque”.

E’ il tridente del centrodestra. Matone che dice: “Io non conosco solo la ztl, ma anche le periferie e i problemi di chi ci vive”. Michetti che afferma: “Mi hanno dato del tribuno? Ne sono onorato, sarò la voce del popolo”. Sgarbi che annuncia: “Io sono la componente miracoli, voglio fare miracoli per Roma”. E ancora: “Faremo diventare Michetti più grande, un Michettone“.

Michetti e la storia dell’antica Roma

E il candidato sindaco ringrazia tutti (ma si dimentica di Berlusconi per poi scusarsi: “Per carità di Dio, grazie anche a lui”) e invoca pace per una città dove c’è troppo odio, c’è troppo pregiudizio. Insomma se prima di lui i grillini avevano cavalcato l’odio anti-casta, il risentimento anti-partiti, l’estetica del “vaffa”, Michetti si rifà alla storia dell’antica Roma. “Il cittadino era al centro. Per lui si facevano strade, terme, acquedotti”. Un sogno? Difficile ma possibile, replica. E poi un altro segnale di discontinuità: gli altri candidati per me non sono nemici, ma colleghi. “Non parlerò di loro, ma parlerò del futuro di Roma”.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *